Martinelli: «Polveri sottili,
troppa superficialità : c'è poca
volontà di risolvere il problema»

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In Ciociaria si è svolta, oggi, la prima domenica ecologica interccomunale. Ossia nei sette comuni più grandi: Frosinone, Ceccano, Alatri, Ferentino, Anagni, Sora e Cassino. 
Centri urbani “liberi” dalle auto, tanti pedoni e ciclisti a spasso, varchi presidiati dalla polizia locale, ma pochi indisciplinati. L’iniziativa si è svolta in concomitanza con il rialzamento delle concentrazioni di PM10.
Ma che valore hanno queste iniziative? 
Sui livelli di inquinamento e sulle iniziative in difesa dell'ambiente, parla  Fabrizio Martinelli, Presidente dell’Ordine dei Chimici e dei Fisici di Lazio, Umbria, Abruzzo Molise che, da tempo, si sta battendo per un impegno semper più concreto delle amministrazioni.

“Non solo nella Valle del Sacco ma in tutta la Regione Lazio. Il tema dell’inquinamento ambientale derivante dalla presenza di polveri sottili crea giustamente allarme” esordisce  il Presidente, Fabrizio Martinelli.
 “Su questi argomenti – denuncia il dottor Martinelli – c’è troppa superficialità e poca competenza. Le cosiddette polveri sottili, note in funzione della loro dimensione come PM10 e PM2,5 sono particelle in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (PM10) fino a giungere nei bronchi (PM2,5) rendendosi responsabili di una lunga serie di patologie connesse”. 
Ma da dove provengono? 
“Possono essere di origine naturale, quelle a base silicica normalmente presenti nel fondo ambientale,  ed antropogenica, le più pericolose, espulse con i gas di scarico per cattiva combustione di legna, carbone e gasolio. Per non parlare poi di incendi e roghi di spazzatura”. 
Ma queste  polveri sottili tanto dannose per l’uomo e per l’ambiente, possono essere eliminate? 
“Non si eliminano se non con abbattitori ultra performanti che solo le migliori aziende posseggono. E i maggiori produttori di polveri sottili pericolose sono i caminetti a legna, le stufe a pellets, le vecchie caldaie a gasolio e le auto diesel di vecchia generazione (sicuramente non le EURO 6). L’aumento delle concentrazioni di questi ultimi anni è figlio anche di questo ambientalismo becero di gente incompetente che parlando impropriamente di energia rinnovabile vi include i combustibili da cellulosa. E c’è da aggiungere che i famosi pellets vengono spesso dall’est Europa e non ne conosciamo i livelli di radioattività che certamente non si abbatte bruciando il legno”.
Ci sarà un modo per prevenire questo disastro?
“Si – evidenzia il dottor Martinelli -. Si deve disincentivare nelle città l’uso della legna, del carbone e del gasolio da riscaldamento,  spingendo per le energie pulite, tra cui al momento la più economica è ancora il gas metano. Il metano è un gas, non può produrre polvere bruciando! Quindi anche abbassando le accise sull’energia elettrica molto più sicura del metano. Non esplode. Prioritario poi è la ripresa delle campagne di incentivazione per le coperture fotovoltaiche, ampliare quelle per le auto elettriche, intese non tanto sull’acquisto (va a favore dei produttori), ma sull’esercizio (più colonnine, parcheggi gratuiti, vie riservate ecc..), azioni che vanno a favore dell’utilizzatore. E c’è probabilmente anche il tema dei controlli. “ I controlli ormai ci sono lo dimostrano le continue rilevazioni alla base della chiusura del traffico. Magari è la tempistica delle decisioni delle amministrazioni locali che non funziona. Il primo giorno si rilevano i risultati, il secondo si analizza, il terzo si dispone il divieto alla circolazione, il quarto giorno di attua il provvedimento che arriva dunque con un ritardo di 4 giorni. E a questo vanno aggiunte le centinaia di deroghe per auto di servizio, per i mezzi pubblici, servizi comunali, mezzi di polizia e di soccorso, tutti veicoli ad elevato inquinamento. Insomma – conclude il dottor Martinelli – le campagne ad effetto senza una effettiva volontà politica non aiutano a risolvere il problema. E questo è vero ovunque ma soprattutto a Roma”.

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