Segnali misteriosi da una galassia lontanissima, ma E.T. non c'entra

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Enzo Vitale
La galassia di Andromeda

Frb, fast radio burst: ovvero lampi radio veloci. In pochi millesimi di secondo rilasciano un'energia incredibile e allo stesso tempo spaventosa. Uno di questi lampi sta mandando in fibrillazione la comunità mondiale degli astronomi visto che da un anno, da una galassia distante dalla terra oltre 500 milioni di anni luce, sono stati captati ripetutamente una serie di segnali a cadenza fissa.

NON SONO GLI ALIENI
Come spesso accade si pensa subito ad una misteriosa civiltà aliena che vuole entrare in contatto con noi. Ma le cose, ahime per noi,  non stanno così. Seppur misteriosi questi improvvisi lampi sono oggetto di studio da parecchio tempo. Si sta cercando di capire come possano essere generati. Si tratta di una delle ultime frontiere dell'astrofisica visto che il primo frb e stato scoperto nel 2007.

IL SEGNALE MISTERIOSO
Il segnale di cui parliamo è stato classificato con l'incomprensibile sigla  FRB 180916.J0158+65 (ma, come precisa l'attento astrofilo Giuseppe Donatiello, FRB 180916.J0158+65 sta a significare che la prima serie di numeri è la data in cui è stato captato la prima volta, il 16 settembre 2018, Il codice alfanumerico sono le coordinate in Ascensione Retta e Declinazione espresse in gradi), gli astronomi lo hanno captato secondo uno schema regolare durante l'esperimento Chime (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) tra il 16 settembre 2018 e il 30 ottobre 2019.  E' stato registrato ogni 16.35 giorni nel corso di oltre un anno a cadenza pressoche regolare.
Ma cosa puo aver generato un segnale del genere che dura, al massimo, un millesimo di secondo?
Per ora non si conoscono gli oggetti che generano un fenomeno che sprigiona energia come centinaia di milioni di Stelle come il nostro Sole. Le ipotesi piu significative sono quelle che riguardano un cosiddetto sistema binario, come ad esempio una stella di massa molto grande che ruota intorno ad una stella di neutroni.

LA SPIEGAZIONE DELL'ASTROFISICO MATTEO MILUZIO

Matteo Miluzio, l'astrofisico italiano collabora con la missione spaziale Euclid presso la sede spagnola dell'Agenzia spaziale europea

LO SPAZIO PROFONDO E I MISTERI DEL COSMO
E' estremamente improbabile che siano opera di civiltà aliene i segnali regolari e misteriosi che provengono dallo spazio profondo, i cosiddetti lampi radio veloci (Fast radio burst, Frb), da tempo oggetto di ipotesi stravaganti. Ne è convinto Seth Shostak, astronomo dell'Istituto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), il programma per la ricerca di vita intelligente extraterrestre.
«Uno dei problemi dell'ipotesi aliena - spiega Shostak - è la grande varietà delle distanze di provenienza dei segnali radio, alcuni originati a miliardi di anni luce, altri lontani centinaia di milioni di anni luce», chiarisce.
Per gli esperti, prima di Et sono molte altre le teorie valide. Esistono decine di modelli che ne descrivono la formazione, e tutti fanno riferimento a contesti astrofisici estremi e sorgenti ad alta energia. Tra i principali indiziati, ci sono le stelle di neutroni, ciò che resta di stelle esplose, oggetti cosmici così densi che un cucchiaino della loro materia sulla Terra peserebbe un miliardo di tonnellate, quasi quanto 170 milioni di elefanti.

GLI ANNI '70 E A COME ANDROMEDA
Quelli un po' piu' avanti nell'eta ricorderanno uno sceneggiato andato in onda negli anni '70. Si chiamava A come Andromeda.

Tra gli interpreti c'erano Paola Pitagora e Luigi Vannucchi (nella foto sopra un'immagine della fiction). La storia era affascinanate: dalla galassia di Andromeda era arrivato un segnale che poi decifrato aveva portato alla creazione di una forma di vita, una donna. Andromeda appunto. L'interprete originale doveva essere Patty Pravo ma poi, per motivi che non si sono mai saputi, la cantante lasciò il set senza nessuna spiegazione.
Nello sceneggiato il messaggio captato proveniva dagli alieni. Nel caso di questi giorni, almeno per ora, anche se in tanti vorrebbero credere alla prima ipotesi, possiamo escluderlo. 

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enzo.vitale@ilmessaggero.it

 

Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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