La prima donna turista dello spazio, Beth Moses “prova” la cabina dello Space Ship Two della Virgin Galactic

La navetta della Virgin Galactic
di Enzo Vitale
3 Minuti di Lettura

La prima a provare l'ebbrezza, l'emozione del volo e a controllare se i futuri turisti spaziali saranno “comodi" a bordo della navetta Space Ship Two, è stata Beth Moses, il capo istruttrice degli astronauti piloti della Virgin Galactic. Seppur con una esperienza di volo importante, la Moses non ha nascosto la sua meraviglia durante il volo con i due piloti David Mackay e Mike Masucci, quest'ultimo di origini italiane: «La Terra da lassù era bella e chiara, è stata veramente una esperienza incredibile». Nell'ennesimo test di volo, il quinto con equipaggio targato Virgin,  la navetta ha raggiunto quota 88,5 chilometri.


(Beth Moses fotografata all'interno della cabina dello Space Ship Two)

LEGGI ANCHE Lo spazioporto italiano si costruirà in Puglia

A 50 ANNI DALLA MISSIONE DELL'APOLLO 11
Il volo sperimentale partito dal Mojave Air and Space Port in California non ha trascurato di ricordare un'altra missione, quel “volo” storico che 50 anni fa portò il primo uomo sulla Luna. «Siamo nel 50° anniversario di Apollo 11 -ha detto George Whitesides, Ad della Virgin Galctic-, gli astronauti di quella missione hanno fatto un grande “passo”, noi dobbiamo fare di più».

GROTTAGLIE, PORTA EUROPEA AL TURISMO SPAZIALE
Non sarà  certo Spaceport America, la struttura della Virgin Galactic che si trova nel New Mexico, ma certamente lo spazioporto italiano in qualcosa che gli somiglierà. Quello in Usa è stato il primo sito al mondo destinato ad essere il trampolino di lancio per i voli spaziali commerciali. Un progetto da 209 milioni di dollari già fruibile per le prove della navetta Space Ship Two della Virgin Galactic del miliardario sir Richard Branson.

COME FUNZIONA
La navetta è composta da due velivoli che partono da terra insieme. Lo SpaceShip2, una volta in volo, raggiunge il doppio della velocità dell'ormai pensionato Concorde. Una volta a quota 13 chilometri, l'astronave madre, chiamiamola così, “spara” letteralmente l'altro velivolo oltre l'atmosfera attraverso l'accensione del motore principale. Uno scompenso per i passeggeri, simile a quello dei piloti dei jet da caccia. Diciamo che una buona salute non guasta.

LEGGI ANCHE  I nanosatelliti li lancia l'Aeronautica

OSPITI ILLUSTRI
Tra i passeggeri illustri della Virgin Galactic ci saranno lo stesso patron Richard Branson (il suo volo è previsto per metà del 2019). Fino ad  ora, ma le notizie ancora non sono ufficiali, sarebbere 600 i passeggeri che avrebbero un biglietto per accomodarsi a bordo del velivolo/razzo del magnate britannico. Attori, professionisti, industriali, imprenditori e anche tre paperoni italiani. Provengono da 58 nazioni diverse. L'unico problema è il costo del ticket: 250 mila dollari.

enzo.vitale@ilmessaggero.it

Martedì 26 Febbraio 2019, 14:39 - Ultimo aggiornamento: 14:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA