Catricalà: «Un'esperienza incredibile: lascio il Polo Sud dopo un anno di isolamento, ora mi aspetta la mia famiglia»

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Enzo Vitale
Massimiliano Catricalà, lo station leader della XXIV campagna invernale alla base Concordia in Antartide

Idealmente siamo partiti con loro. Li abbiamo seguiti, ci hanno raccontato la loro vita quotidiana, la loro solitudine, le loro ricerche e anche le loro emozioni.
Le stesse emozioni che hanno lasciato a noi. Ora la loro missione è finita, Massimiliano Catricalà, station leader della XXXIV campagna invernale alla base italo-francese Concordia, è ritornato a casa.
Con se' ha portato il mal d'Antartide, un'esperienza che non dimenticherà tanto facilmente. Lui e i suoi dodici compagni di avventura sono stati per ben tredici mesi gli uomini più isolati dal mondo, più degli astronauti della Iss. Tutti son tornati dalle loro famiglie, dai loro cari ma ancora conservano il ricordo di un'avventura riservata a pochi.

Eccoli qui i ragazzi di Concordia. Hanno scattato questa foto il primo novembre, da quel giorno in avanti a DomeC, per molte settimane, il sole non andrà più sotto l'orizzonte. Strana circostanza per chi, come loro, ha dovuto convivere senza luce per mesi e mesi completamente al buio.
«La prima cosa che farò una volta tornato in Italia? Sicuramente mangerò dei latticini visto che qui per mesi non ne abbiamo visto neppure l'ombra -dice Massimiliano con tanta ironia-, una buona mozzarella ancora me la sogno».
E ancora: «La cosa che più mi è rimasta scolpita nella mente è stato il freddo pungente, mentre l'esperienza più brutta è avvenuta durante la lunga notte antartica quando siamo dovuti uscire per fare una manutenzione. Fuori non si vedeve nulla, ci siamo un po' persi, ma poi ci siamo ritrovati grazie alle nostre orme e siamo rientrati alla base». In Antartide si litiga? «Sì, certo, si litiga per tanti motivi. Esattamente, ad esempio, come in Italia, ma alla fine -chiosa Catricalà- il clima che si è respirato alla base, nonostante le diversità, è stato sereno e costruttivo».

LA CURIOSITA' E LA LISTA DEI RICERCATORI
L'intervista che si vede a corredo di questo servizio, un'intervista naturalmente a distanza, la doveva effettuare chi scrive, ma i ricercatori hanno fatto prima. In quattro e quattr'otto Megane Louise Christian (il fisico dell'atmosfera italo australiano) ha preso la videocamera e si è improvvisata giornalista, con ottimi risultati viste le riprese che ci sono arrivate.
Ricordiamoli i componenti della Base posta  all'estremo sud del mondo con coordinate 75°06'06''Sud - 123°23'43'' Est: Massimiliano Catricalà (Station leader), Bertrand Laine (responsabile tecnico della Base), Daniele Giambruno (chef), Gianluca Ghiselli (medico) Nadja Albertsen (medico), Damien Beloin (meccanico),  Thibault Gillet (elettricista), Alessandro Mancini (tecnico informatico), Giuditta Celli (glaciologa), Ivan Bruni (astrofisico), Julien Le Goffe (idraulico), Julien Moye (chimico) e Megane Louise Christian (fisico dell'atmosfera).


(Massimiliano Catricalà e il cartello che indica la distanza da casa sua)

IL DIARIO
Questo appuntamento è stato possibile grazie alla disponibilità del Pnra (Programma nazionale di ricerche in Antartide) e alla cortesia di tutti i ricercatori presenti a Dome C che, al dire il vero, avevano molte altre cose da fare. Chi scrive è stato in contatto con Catricalà nei lunghi mesi di permanenza attraverso mail, chat ma anche in viva voce. Sì, qualche volta è stato anche possibile fare qualche chiacchierata al telefono con Massimiliano.
Nel corso di questa avventura abbiamo creato una linea ideale con il Polo Sud visitando quelli che abbiamo ritenuto essere i luoghi ideali: l'Etiopia, in Africa, ad esempio, dove sono stati trovati e conservati i primi ominidi della Terra. Al museo nazionale di Addis Abeba, infatti, c'è Lucy, esemplare datato a circa 3,2 milioni di anni fa. In Antartide è in corso un carotaggio che permette, attraverso il ghiaccio estratto, di capire come doveva essere la composizione dell'atmosfera un milione di anni fa. Quindi proprio all'epoca di quegli ominidi. Ma si cerca di andare ancora più indietro.  Siamo poi stati al museo Polare Silvio Zavatti di Fermo dove esistono testimonianze legate all'esplorazione della parte opposta del mondo, ovvero il Polo Nord. Poi in Sardegna e infine a Piacenza, dove l'occasione del collegamento virtuale con il Polo è stata l'assemblea annuale dei giornalisti scientifici dell'Ugis. Lì, a Piacenza, sono stati affrontati, tra gli altri, anche l'argomento attinente al cambiamento climatico che viene studiato proprio all'estremo Sud del mondo.
 

FINE DELL'AVVENTURA
E, infine, i saluti: nel video, nella parte finale, Catricalà si allontana sulla neve e si dirige verso la base. A un certo punto si gira e ci saluta. La stessa cosa facciamo noi con lui. Lo abbracciamo con affetto. Dopo tutti questi mesi abbiamo imparato a volergli bene.

enzo.vitale@ilmessaggero.it

 

Ultimo aggiornamento: 19:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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