Dart, diretta live: lanciata la sonda della prima missione kamikaze per deviare un asteroide. Italia inviata speciale Rivedi il decollo

Diretta dalla sede Asi. La sonda della Nasa si scaglierà contro l'asteroide a 21mila chilometri orari, alla sonda italiana affidate le riprese dell'impatto

Dart, diretta live dalle 6.45 di domani 24 novembre del lancio della prima missione kamikaze per deviare un asteroide. Italia inviata speciale Video
di Paolo Ricci Bitti
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Martedì 23 Novembre 2021, 17:39 - Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 22:41

La sonda Dart della Nasa che dovrà schiantarsi fra un anno contro l'asteroide Dimorphos per tentare di deviarne la traiettoria è stata lanciata alle 7.21 dalla base californiana di Vanderberg. E' il primo esperimento che viene compiuto per capire se sarà possibile difendere la Terra dall'impatto di un asteroide. Importante il ruolo dell'Italia.

Qui la diretta dell'Agenzia spaziale italiana con Luca Parmitano e Licia Colò

Giorgio Saccoccia, presidente Asi

“Il piccolo cubesat LICIACube dell'Agenzia Spaziale Italiana – ha commentato il presidente ASI Giorgio Saccoccia - avrà un compito altamente sfidante in questa missione di difesa planetaria unica nel suo genere che aprirà la strada a molte altre missioni. Non è un caso che tale incarico sia stato affidato all'Italia - unico partner internazionale della missione - a conferma della solidità dei rapporti bilaterali tra NASA ed ASI e dell'affidabilità dell'industria nazionale e del team scientifico composto da enti di ricerca ed università italiane”.

“Dopo circa due anni di lavoro, questa mattina è stato davvero suggestivo poter assistere alla partenza del microsatellite LICIACube completamente progettato e realizzato all’interno dei nostri stabilimenti di Torino – ha affermato David Avino, CEO di Argotec – La piattaforma satellitare di Argotec è tra le più avanzate tecnologicamente al mondo, in grado di operare nello spazio profondo garantendo elevate prestazioni nonostante le dimensioni ridotte. Siamo davvero orgogliosi di essere a bordo di una missione della NASA così ambiziosa e di futura utilità per la difesa planetaria. Il prossimo appuntamento è fissato per l’autunno 2022 quando, dal nostro centro di controllo di Argotec a Torino, supporteremo in tempo reale le attività del satellite: dal rilascio dalla sonda americana fino all'acquisizione di immagini ad alta risoluzione dell’impatto di DART”.

L'attesa

L'Italia cronista, anzi, inviata speciale a 11 milioni di chilometri dalla Terra per “coprire” in diretta live l'inedito attacco suicida della sonda Dart all'asteroide Dimorphos. L'Italia e le sue aziende aerospaziali al posto di Bruce Willis e del suo roboante Armageddon, un film di fantascienza che la missione Dart avvicina alla realtà. L'Italia aerospaziale alleata dell'astrofisico e chitarrista fondatore dei Queen, Brian May, al quale affianca i tecnici della Argotec di Torino.

Riuscirà il kamikaze della Nasa, che con la troupe italiana al seguito decolla oggi alle 7.22 (sotto trovi la diretta video dalle 6.45) dalla California, a deviare la traiettoria del piccolo asteroide di 170 metri di diametro che orbita attorno a un altro asteroide più grande, Didymos?

Qui il video-rendering della missione

L'impatto della sonda della Nasa, che si scaglierà a 21mila chilometri orari contro la mini Luna, sarà ripreso in diretta live dal cubesat italiano e tutto ciò servirà a ricavare dati e strategie per impedire un giorno che un asteroide devasti la Terra. L'appuntamento, a ogni modo, è per il 22 ottobre del 2023 e ancora una volta si resta sbalorditi dalla capacità di scienziati e tecnici che il 24 novembre faranno partire la missione dalla base californiana Vanderberg con l'aiuto di un razzo lanciatore Falcon 9 della SpaceX di Elon Musk.

Come avvenuto con la missione Rosetta, a caccia della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, considerata dal Times la più grande impresa del genere umano,  e poi anche con gli asteroidi Bennu e Ryugu, si tratta più o meno di fare canestro al Madison di New York tirando una "bomba" dal finestrino di un'auto lanciata a tutta velocità sul Grande raccordo anulare di Roma.

Segui il lancio in diretta live

Facile, no? Sono missioni che richiedono anche un paio di decenni di preparativi, a cominciare dai calcoli. E poi bisogna mettere a punto strumentazioni che richiedono tecnologie al momento dell'avvio degli studi non ancora disponibili e che vanno inventate strada facendo. Studi scientifici e tecnologici e anche molta fede, insomma.

L'ultima volta che il "sistema binario" Didymos e la sua Luna Dimorphos si sono relativamente avvicinati alla Terra risale al 2003, quando transitarono a 5 milioni di chilometri, 12 volte la distanza fra il "nostro" pianeta e la "nostra" Luna. 

Attacco all'asteroide

Ma poi quant'è grande questo sistena binario? Molto poco: Dimorphos ha un diametro di 160 metri (c'è chi lo paragona alla piramide di Cheope), mentre Didymos arriva a 750. Ecco, metri contro milioni di chilometri: la sonda Dart (dardo) ovvero Double Asteroid Redirection Test, pesante 500 chilogrammi e larga appena 8 metri (a pannelli solari dispiegati) si immolerà contro Didymoon a 11 milioni di chilometri dalla Terra disegnando un nuovo cratere sulla superficie dell'asteroide. Gli scienziati della Nasa sperano così  di provocare la deviazione dell'orbita del minisatellite.

Deviazione? Una frazione di punto percentuale, un'inezia, ma anche una minuscola modifica della traiettoria porterà alla conclusione che il sistema funziona. L'esperimento meraviglioso e affascinante esperimento avviene, va ricordato, con un asteroide, con una coppia di asteroidi che non sono fra quelli considerati potenzialmente, molto potenzialmente, pericolosi per la Terra. L'elenco di quest'ultimi viene continuamente aggiornato dalla Nasa e, per adesso e per molte generazioni future, possiamo stare tranquilli. Ma siccome si parla di numeri tendenti all'infinito non si può escludere l'arrivo di qualche nuovo protagonista delle traiettorie che possono incrociare l'errare della Terra, come racconta con grandi capacità didattiche lo stesso Brian May, ospite la settima scorsa di Fabio Fazio, che ha alternato la carriera nei Queen con quella di astrofisico esperto di asteroidi.

Come avere però testimonianze di questo primo attacco che l'uomo sferra a un asteroide, mentre finora ci si è limitati a fotografarli oppure a prelevare o studiare qualche campione della superficie? E qui arrivano l'Agenzia spaziale Europea, l'Agenzia spaziale italiane e, stringendo sempre il più il campo come si fa con Google Maps, l'Argotec di Torino. 


Il minisatellite cameraman

E' grande come scatola di scarpe, diciamo di stivali, e si chiama LiciaCube. Nelle settimane scorse il minuscolo satellite made in Italy, è stato integrato nella sonda Dart. L’assemblaggio è avvenuto lo scorso 8 settembre presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) a Laurel, nel Maryland, dove è stata anche sviluppata la sonda madre. 

LiciaCube, circa 13 chilogrammi, si staccherà da Dart appena prima dell'impatto con l'asteroide. Saranno le immagini acquisite dal "cameraman" dell'Argotec a fornire "di persona" elementi unici  e rilevanti anche per la misura della deflessione orbitale dell'asteroide. L'orbita attorno al Sole del "sistema binario" li fa transitare abbastanza "vicino" alla Terra da permettere ai telescopi di osservare le conseguenze della collisione di Dart e calcolare quanto la missione sia stata efficace nel modificare la traiettoria di Dimorphos a seguito dell’impatto. La variazione del periodo di rivoluzione di quest’ultimo intorno al suo più massiccio compagno roccioso verrà misurata nelle fasi immediatamente successive all’impatto e poi in maniera cumulativa per i mesi e gli anni successivi. In aggiunta a quanto rilevato da Terra.

Paolo Ricci Bitti

"Nano e micro satelliti come LiciaCube permettono di testare tecnologie molto avanzate con grande rapidità e costi contenuti", ha detto all'Ansa, Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia spaziale italiana. "Sono piattaforme - ha aggiunto - su cui stiamo investendo da tempo come Asi e su cui è possibile testare applicazioni praticamente per ogni settore e offrono opportunità importanti per tante Pmi italiane".

Italia che entra in gioco anche per la seconda missione, questa volta tutta europea, diretta verso Dydimos e la sua Luna. Con la sonda madre Hera saranno inviati nel 2024 anche due CubeSat, compreso Juventas che sarà il primo strumento in assoluto ad utilizzare un radar a bassa frequenza per investigare la struttura interna di un asteroide.

L'Italia è alla guida di Hera per quanto riguarda i sottosistemi di alimentazione e propulsione della missione, e fornisce  il transponder per lo spazio profondo che permetterà l'esperimento radio-scientifico della missione.

L'Italia guida inoltre il CubeSat (realizzato Tyvak International a Torino) di prospezione mineraria, che prende il nome dello scienziato Andrea Milani, profondo studioso di asteroidi, scomparso nel 2018.

«Il suo ruolo sarà molto importante per la riuscita dell'intera missione - ha aggiunto Saccoccia - e sono state molte le sfide tecnologiche da affrontare anche perché il microsatellite dovrà gestire in modo indipendente le fasi operative e le varie possibili situazioni che si troverà davanti».

A 10 giorni dall'impatto LiciaCube si separerà da Dart per portarsi a circa 50 chilometri di distanza navigando in forma autonoma e filmare l'impatto con le sue 2 telecamere Leia (Liciacube Explorer Imaging for Asteroid) e Luke (Liciacube Unit Key Explorer).

LiciaCube sarà il satellite italiano ad operare più lontano dalla Terra e sarà gestito da una squadra tutta italiana che comprende ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Politecnico di Milano, Università di Bologna e Parthenope di Napoli, Istituto di Fisica Applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze, coordinata da Elisabetta Dotto dell'Inaf.

La diretta del lancio dalla sede dell'Agenzia spaziale italiana con Luca Parmitano

Svegliarsi all'alba per seguire il lancio di LiciaCube, la prima missione italiana nello spazio profondo. Sarà l'Agenzia Spaziale Italiana ad accendere i riflettori mostrando in diretta il lancio. LiciaCube partirà per la sua missione mercoledì 24 novembre, alle ore 7.22 ora italiana dalla base di Vandenberg, quando in California saranno le 22,22 di martedì 23 novembre. Per seguire in diretta il lancio di LiciaCube, a partire dalle 6.45 del 24 l'Asi ha organizzato - in presenza e anche in diretta streaming - nel suo Auditorium di Tor Vergata, a Roma, un'alba con ospiti di eccezione. Nel corso dell'evento L'Asi mostrerà obiettivi e tappe di un programma che «per la prima volta sarà rivolto alla difesa planetaria attiva» e quindi «alla verifica di una strategia difensiva dai potenziali pericoli che possono arrivare dallo spazio». LiciaCube ha il compito di realizzare un «vero servizio fotografico sull'impatto della sonda statunitense con un asteroide per verificare la deviazione della rotta del più piccolo degli oggetti del sistema binario Didymos» spiega l'Asi che all'evento del 24 novembre ha chiamato come madrina di eccezione la conduttrice Licia Colò. A dialogare con lei ci sarà l'astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano ed il disegnatore Leo Ortolani. In contemporanea, dal centro di controllo di missione Argotec di Torino, sarà collegato con Asi anche il team di LiciaCube tutto italiano e coordinato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

 

Dart è partita

È partita Dart, la prima missione per tentare di deviare un asteroide. È stata lanciata alle 7:21 ora italiana dalla base di Vandenberg in California a bordo di un razzo Falcon 9 e ora inizierà il suo lungo viaggio di oltre 10 milioni di chilometri, in 11 mesi, per colpire e deviare la traiettoria di un asteroide di 170 metri di diametro. Dart (Double Asteroid Redirection Test) sarà un banco di prova per valutare la capacità di deviare un asteroide potenzialmente pericoloso. A bordo c'è anche l'Italia con LiciaCube, un microsatellite 'fotoreporter' che dovrà filmare l'impatto per valutarne la riuscita.

Paolo Ricci Bitti

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