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Il Covid spegne il sesso: «La paura di ammalarsi riduce la libido. Non ci sarà un baby boom»

Venerdì 13 Novembre 2020
Il Covid spegne il sesso: «La paura di ammalarsi riduce la libido. Non ci sarà un baby boom»

Altro che 'baby-boom': il Covid spegne il desiderio, raffredda gli entusiasmi e riduce la libido sessuale. Lo sostiene una sessuologa, la professoressa Roberta Rossi, presidente della Federazione nazionale di sessuologia, intervenuta al Festival della Salute 2020, in corso a Siena, per parlare degli effetti sulla sessualità della pandemia di coronavirus, e dei conseguenti lockdown, quarantene e isolamenti.

 

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La paura di ammalarsi, l'ansia per il futuro incerto, la mancanza di vita sociale, non facilitano i rapporti a due e fanno calare il desiderio, secondo l'esperta. «L'amore ai tempi del Covid ha perso entusiasmo. Non credo ci sarà il baby-boom come molti avevano previsto con l'obbligo di stare in casa per il lockdown». «Al tempo del Covid non ci sarà il baby-boom», dice. «Quando non siamo tranquilli ne risente anche la sfera sessuale, nella situazione specifica poi, con lo stato d'animo turbato dall'incertezza, in pochi se la sentono di mettere al mondo un figlio. Forse l'aumento delle nascite ci sarà quando si tornerà alla normalità dopo aver sconfitto il virus», spiega Rossi.

 

L'obbligo di stare in casa nei mesi primaverili e che torna anche in queste settimane per buona parte del Paese, non ha fatto riavvicinare le coppie? «La convivenza h24, se per alcune coppie è stata la riscoperta dello stare insieme, ha rinforzato l'intimità e la vicinanza, per molti altri è invece risultata difficile - sostiene la sessuologa - Abituati a condividere solo poche ore al giorno, si sono ritrovati a passare insieme l'intera giornata, a dividersi gli spazi di casa, spesso anche con i figli e con tutte le problematiche del caso. La difficoltà della convivenza forzata, la mancanza di rapporti sociali e le preoccupazioni hanno acuito situazioni di tensione e la scintilla del desiderio s'è spenta».

 

Per la professoressa Rossi chi ne ha risentito di più, però, sono stati i giovani e i single. «Pensiamo che il bacio, la vicinanza, il contatto fisico sono per eccellenza a rischio contagio, quindi chi non ha una relazione fissa non più rischiare di ammalarsi per iniziare una storia d'amore - sostiene Rossi - Pensiamo ai ragazzi alla loro prima esperienza di innamoramento. Durante l'adolescenza ci si avvicina all'altro, si scopre il suo corpo e quali sensazioni può suscitare. Non potendo incontrare i loro coetanei hanno perso un momento importante della loro vita che, sicuramente, recupereranno quanto tutto sarà passato ma che per adesso a loro è negato».

Ultimo aggiornamento: 19:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA