Il parto con il gas per non soffrire: nel trevigiano si sperimenta la nuova tecnica

Il parto con il gas per non soffrire: nel trevigiano si sperimenta la nuova tecnica
di Laura Bon
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Sabato 25 Gennaio 2014, 19:55 - Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 22:17

Un gas speciale per partorire senza dolore. Arriva dall'inghilterra e in Italia lo usano in pochissimi ospedali. Fra questi c'è il reparto di ostetricia di Montebelluna che da un paio di mesi, e un po’ in sordina, ha cominciato ad applicare, a livello sperimentale, la rivoluzionaria procedura che potrebbe davvero cambiare l'approccio al parto di molte donne.

Lo rivela il direttore generale Bortolo Simoni, nel giorno in cui, proprio in città, si è svolto un convegno dedicato alle ostetriche e al loro ruolo nel parto naturale. Un tipo di parto cui in città ricorre l'85% delle donne (ben oltre le mille su 1400 parti), una percentuale altissima, in linea con i migliori parametri. Anche se, proprio ieri, c'è chi ha contestato, attraverso il web, l'eccessivo ricorso da parte dell'ospedale cittadino al parto naturale, giudicato fonte di inutile sofferenza per le donne. E fra i montebellunesi è scoppiato il dibattito. Ma Simoni non ci sta.

«Il parto deve essere naturale in tutti i casi in cui la situazione lo permetta - spiega il direttore generale - . Per quanto riguarda il dolore, questo è parte di tale momento. Stiamo comunque sperimentano una modalità alternativa all'epidurale in travaglio di parto».

Un notizia rivoluzionaria. «Si tratta di un gas che arriva dall'Inghilterra e che allevia il dolore; consiste nel protossido di azoto e viene inalato dalla donna attraverso una mascherina collegata ad una bombola, nel momento in cui arrivano le contrazioni. Al momento lo stiamo provando a livello sperimentale, dato che richiede una specifica preparazione del personale e della gestante: vorremmo riuscire a inserirlo come offerta da protocollo». Un elemento che potrebbe portare l'ospedele di Montebelluna, già in possesso di due bollini rosa su tre come premio per l'attenzione alla donna, ancora più in alto.

Intanto, però, nel convegno di ieri sono stati affrontati anche gli aspetti legali connessi al parto naturale, dato che il timore di procedimenti penali sta determinando, in varie strutture, una medicina "difensiva". Relatore principale, sulla questione, il magistrato Carlo Nordio.

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