Pandemia, la classifica dei Paesi dove viene gestita meglio: prima la Norvegia ma l'Italia migliora

Pandemia, la classifica dei Paesi dove viene gestita meglio: prima la Norvegia ma l'Italia migliora
di Claudia Guasco
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Venerdì 27 Agosto 2021, 10:43 - Ultimo aggiornamento: 12:43

La variante Delta sta capovolgendo lo scenario mondiale del contagio delineatosi negli ultimi diciotto mesi. Nella Covid resilience ranking, la classifica stilata da Bloomberg sui luoghi del mondo dove la pandemia viene gestita in modo più efficace, al primo posto spicca la Norvegia ma ad agosto l’Italia migliora dal sedicesimo all’undicesimo posto: la Francia scende dall’ottavo al dodicesimo posto, la Svizzera dal settimo al nono e la Svezia crolla da quinto al ventesimo posto. Il Vecchio continente, in ogni caso, mostra migliori capacità di recupero e adattamento rispetto al resto del mondo.

 

PARAMETRI

La graduatoria è una fotografia mensile che registra i Paesi nei quali il virus viene gestito nel modo più efficace con il minimo disagio sociale ed economico. I migliori risultati sono per chi vaccina e cerca di convivere con la pandemia. Dodici gli indicatori presi in considerazione da Bloomberg, dal contenimento del Covid alla qualità dell’assistenza sanitaria, la copertura vaccinale, la mortalità complessiva e i progressi verso la ripresa dei viaggi e l’allentamento della chiusura alle frontiere. Su queste basi vengono valutate le 53 economie più grandi del mondo alle prese con la medesima minaccia.

Nel mese in corso la variante Delta, altamente trasmissibile, e la sua capacità di insinuarsi anche attraverso i rigidi controlli di confine ha determinato significative variazioni nella classifica. La Nuova Zelanda, a lungo ai primi posti, è crollata di 26 posizioni dopo essere passata a un lockdown rigoroso imposto dalla premier Jacinda Arden a causa dell’impennata di contagi da mutazione Delta. Anche Stati Uniti e Israele, ai vertici della graduatoria all’inizio dell’estate per i loro progressi nel ritorno a una vita normale, hanno perso posizioni con l’aumentare del numero di ricoverati in terapia intensiva.

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Negli Usa, dove è vaccinato solo il 60% della popolazione, la pandemia torna a rialzare la testa e i malati (quasi esclusivamente non immunizzate) in ospedale per il Covid sono oltre 100 mila: un livello che non si vedeva dallo scorso 30 gennaio. In salita anche le ospedalizzazioni pediatriche: 2.100 casi, che superano per la prima volta quota 2.000 da agosto 2020. Colpa della più contagiosa variante Delta, che sta facendo impennare i numeri anche in altri Paesi, tra cui la Russia, che ha il più alto numero di morti in Europa: nelle ultime ventiquattr’ore sono stati accertati 820 decessi, il massimo in un solo giorno dall’inizio della pandemia.

STRATEGIA

Ad agosto, le nazioni europee sono state le più resistenti grazie a una strategia intermedia di immunizzazione diffusa e riapertura basata sull’andamento della campagna vaccinale. Nove delle prime dieci posizioni della lista di Bloomberg sono occupate da Paesi continentali, con la Norvegia che mantiene il primo posto per il secondo mese consecutivo. La nazione scandinava ha somministrato dosi sufficienti per coprire il 60% della sua popolazione, ha mantenuto i decessi a un livello molto basso e ha aperto i suoi confini ai viaggiatori vaccinati. I bassi tassi di mortalità, la rapida diffusione dei sieri e la possibilità di viaggiare collocano i Paesi Bassi e la Finlandia al secondo e al terzo posto. Ma nella maggior parte del mondo l’avanzata della Delta nel mese in corso è senza precedenti.

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Dal Giappone e Corea del Sud, che facevano affidamento sul rispetto sociale delle norme, alla Cina continentale e al Vietnam, che utilizzavano rigide misure di sicurezza, ogni approccio per arginare la diffusione del Covid è stato messo a dura prova dalla temibile variante. Mentre ancora non è possibile prevedere quali saranno le conseguenze della mutazione in Paesi ad alto tasso di vaccino - Israele sta somministrando la terza dose di siero - dai Paesi Bassi, che hanno scalato dodici posizioni, arriva un segnale di ottimismo: sebbene il numero dei casi sia aumentato e prossimo a livelli record, l’ondata di Delta è in calo, con pochi morti e senza grandi interruzioni agli sforzi di riapertura.

ECONOMIE SVANTAGGIATE

Le ultime cinque nella classifica Bloombrg di agosto sono le economie del sud-est asiatico, area che si impone come il nuovo epicentro del virus con il più alto numero di morti mensili al mondo: la Thailandia è alla posizione numero 49, il Vietnam alla 50, l’Indonesia alla 51, le Filippine alla 52 e la Malesia all’ultimo posto. Nonostante la copertura di quasi la metà della popolazione con vaccini e l’attuazione di piani di riapertura per gli immunizzati, i nuovi casi su 100.000 abitanti segnalati in Malesia nell’ultimo mese sono tra i più alti al mondo. Costringendo la banca centrale del Paese a dimezzare il suo obiettivo di crescita economica per il 2021.

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L’unico punto luminoso nella regione è la piccola città Stato di Singapore, che sta riaprendo con cautela poiché il 77% degli abitanti è coperta dal vaccino. Gli ultimi dieci posti continuano a essere occupati da economie in via di sviluppo in cui i sieri scarseggiano e la campagna di profilassi va a rilento, una situazione che il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus definisce «una vergogna per tutta l’umanità». Sottolineando come sia «probabile che questa disuguaglianza possa solo peggiorare in futuro, poiché le nazioni ricche annunciano piani per somministrare richiami a chi è già completamente vaccinato, recuperando ulteriori dosi dalla scarsa offerta».

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