No vax morto a Trento dopo il rifiuto a essere intubato. Il primario: «Non potevamo costringerlo». L'Ordine: «Fatto di tutto per salvarlo»

L'uomo è una delle due vittime del Covid indicate nell'ultimo bollettino diffuso dalla Provincia di Trento

No vax morto a Trento dopo il rifiuto a essere intubato. Il primario: «Non possiamo costringere chi è contrario»
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Sabato 11 Dicembre 2021, 13:11 - Ultimo aggiornamento: 18:32

È arrivato all'ospedale Santa Chiara di Trento in gravi condizioni a causa del Covid, ma rimanendo coerente fino agli ultimi istanti alle proprie convinzioni No vax, ha rifiutato di essere intubato ed è morto poco dopo. L'uomo, che non soffriva di particolari patologie, poteva essere salvato.

No vax, come è morto

In Trentino un no vax è morto in ospedale dopo aver rifiutato di essere attaccato ad un respiratore. Quando l'uomo è stato portato in ospedale in condizioni di insufficienza respiratoria, si apprende dalla Rai di Trento, ha rifiutato l'intubazione. L'uomo aveva 50 anni ed è una delle due vittime del Covid indicate nell'ultimo bollettino diffuso dalla Provincia di Trento. Il paziente era stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Santa Chiara di Trento e al personale sanitario ha espresso la volontà di non procedere con l'intubazione. 

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L'uomo, secondo la Rai, non soffriva di altre patologie, al di là di una situazione di sovrappeso, e la terapia con l'ossigeno avrebbe avuto buone possibilità di mantenerlo in vita. Il mancato consenso all'intubazione è stato registrato dal personale sanitario secondo le procedure che prevedono che il paziente sia informato dei rischi delle proprie scelte. «In queste situazioni cerchiamo di convincere le persone ad accettare i trattamenti», ha spiegato alla Rai il primario del reparto Daniele Penzo. «Dal momento in cui un paziente in grado di intendere e di volere, rifiuta il trattamento, dobbiamo attenerci alla sua volontà».

 

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L'Ordine dei medici: «Fatto di tutto per salvarlo»

«I sanitari hanno fatto di tutto per salvare la vita al 50enne» non vaccinato che, ricoverato all'ospedale Santa Chiara di Trento, necessitava di essere intubato a causa di problemi respiratori dovuti a Covid-19. «Hanno cercato in ogni modo di convincerlo ma lui ha rifiutato l'aiuto del respiratore che avrebbe migliorato le sue condizioni». Di fronte alla sua decisione «hanno cercato anche di parlare con la sua compagna per farlo ragionare, ma non c'è stato nulla da fare». Così all'Adnkronos Salute Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici di Trento che, commentando quanto accaduto nel nosocomio trentino, aggiunge: «Noi medici abbiamo come missione quella di curare e salvare vite ma di fronte all'autodeterminazione di un paziente, capace di intendere e di volere, dobbiamo rispettarla». Anche se i medici ritengono che la loro scelta sia vincente e abbia buone probabilità di salvare una vita, spiegano dall'Ordine, gli operatori sanitari «devono rispettare, a malincuore, la volontà del paziente, dopo aver fatto ogni tentativo per farlo desistere da decisioni che mettono a repentaglio la vita. Purtroppo - conclude - è sempre una sconfitta per noi medici».

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