No vax, schiaffo di Crepet: «Se volete finire intubati ditelo, l'idiozia è la pandemia più terrificante»

Lo psichiatra: "Non è vero che il vaccino è sperimentale

Paolo Crepet
di Martina Marinangeli
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Giovedì 18 Novembre 2021, 08:16 - Ultimo aggiornamento: 08:54

Paolo Crepet, psichiatra, educatore e sociologo, nelle Marche il numero delle classi in quarantena è più che raddoppiato in una settimana e torna l’incubo della didattica a distanza: quanto è grave questa situazione per i ragazzi?
«È un danno enorme, qualcosa che si poteva e si doveva evitare. Lo scorso anno scolastico, la dad ha prodotto un aumento di disagi psicologici di circa l’85%. La mancanza di relazioni per i ragazzi è una cosa enorme: la psicologia non è in isolamento, altrimenti si starebbe bene anche all’ergastolo».

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Di che tipo di disagi parliamo? 
«È un disastro generazionale, sia da un punto di vista psicologico che didattico: già la scuola italiana era la peggiore d’Europa, figuriamoci ora dopo la dad. Lo scorso inverno, il primario della Neuropsichiatria infantile di Ancona, mi disse che il reparto era strapieno di preadolescenti che si facevano del male: ragazzini che si tagliavano, che avevano tentato il suicidio. C’è poi un aumento di comi etilici. Le Regioni cosa stanno facendo su questo?».
Ad Ancona, in particolare, si è verificato un fenomeno di aumento della violenza tra i più giovani.
«Era prevedibile: i ragazzi sono stati “rinchiusi”. Quando un detenuto esce dal carcere, non è gentile. Si sono acuite situazioni già difficili e, in assenza di regole sociali e familiari, continuerà. Se si scatena la violenza dei giovani nelle piazze, vuol dire che è aumentato l’uso di droga e di alcol».

Problematiche finora sottovalutate?
«Ma certo. Peraltro, era un disastro annunciato, ma sembra che di queste ripercussioni della dad non interessi a nessuno. Le responsabilità sono plurime, a partire da chi non ha comunicato in maniera univoca che i ragazzi dai 5 anni in su devono essere vaccinati, altrimenti è ovvio che torni la didattica a distanza».
Una parte consistente dei contagi in ambito scolastico, in effetti, si concentra nelle Primarie, fascia d’età rimasta finora fuori dalla campagna vaccinale.

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«Era ovvio che succedesse: da che mondo è mondo si vaccinano i bambini, anche i neonati. Il loro sistema immunitario non è perfetto, possono ammalarsi. Ed ora inizia un altro problema». 
Ovvero?
«Ogni settimana che passa, ci sono centinaia di migliaia di persone a cui scade l’effetto della seconda vaccinazione. Io, ovviamente, mi sono fatto la terza dose, ma faccio il facile profeta: sicuramente diventerà un problema perché molta gente ha già fatto fatica a vaccinarsi due volte, quindi la terza non la farà».
Nelle Marche, come nel resto d’Italia, c’è poi uno zoccolo duro del 15% della popolazione, in media, che non ha ricevuto neanche le prime due.
«Se c’è chi non vede l’ora di finire intubato, lo dica. Oggi l’idiozia è la pandemia più terrificante: l’ignoranza è pandemica. Alle Marche auguro ogni bene: magari vaccinate solo i migliori, fate subito la tera dose a Valentino Rossi (ironizza, ndr)».
La remora principale dei no-vax è che si tratti di un vaccino sperimentale e, sulla terza dose, anche qualche persona che ha ricevuto le prime due nutre un dubbio simile: è fondato? 
«Assolutamente no. Questo vaccino è stato studiato – e poi modificato – per un’altra grande patologia, ovvero l’Aviaria, dunque non è vero che sia sperimentale. Per fortuna, in quel caso l’epidemia non si è trasformata in pandemia. Peraltro, sono stati vaccinati miliardi di persone: mai nella storia abbiamo avuto dati così tanto consolidati sugli effetti di un vaccino».

 


Come si fa a convincere chi ancora è refrattario?
«Non saprei. Ci sarebbe stato bisogno di un portavoce unico che parlasse a nome del governo, invece c’è stata una ridondanza di voci ed ognuna diceva la sua. La comunicazione contraddittoria è ciò che abbiamo fatto, ed è il modo migliore per perdere la fiducia delle persone. L’altro giorno, il ministero ha detto che bisogna vaccinare i bambini, ma perché parlarne finché l’Ema non dà il suo consenso?».
La terza dose, quando sarà il momento, andrà fatta a tutti, a prescindere dalla fascia d’età?
«Sì certo, esattamente come la prima e la seconda. Qualche Regione, come la Lombardia, mi deve spiegare perché ha smantellato gli hub vaccinali: questo comunica il messaggio sbagliato che la campagna vaccinale sia finita. La terza dose riguarda tutti».

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