NAPOLI

Neonato ustionato, a tredici giorni lotta ancora per la vita: «Migliorano le condizioni»

Mercoledì 24 Marzo 2021
Vincenzo, il neonato ustionato che a tredici giorni lotta ancora per la vita: «Migliorano le condizioni»

Al tredicesimo giorno di vita, Vincenzo lotta per non morire. Ora le condizioni del neonato ricoverato all'ospedale Santobono di Napoli stanno migliorando. Ha dovuto subire numerosi interventi, tra cui la rimozione dei tessuti morti e il rivestimento con pelle artificiale. Riesce a muoversi, apre gli occhi e beve un po' del latte che gli viene somministrato. Ma non era così qualche giorno fa, quando il 16 marzo è stato portato in terapia intensiva con ustioni gravi su tutto il corpo, circa il 18%.

Candeggina o ferri roventi

Non si conoscono ancora le cause delle ustioni. Quando l'ambulanza è entrata nell'appartamento dei genitori Concetto Bocchetti e Alessandra Terracciano, il bimbo stava bene e non presentava lesioni. Ma sono passati poi quattro giorni prima del ricovero, e qualcosa deve essere accaduto. Quelle lesioni, secondo il gip che ha disposto il fermo della coppia, non sembrano legate a traumi. Ma potrebbero essere state causate dalla candeggina, ferri roventi acqua bollente, forse la stessa di cui aveva parlato Bocchetti, che poi è caduto più volte in contraddizione durante l'interrogatorio.

Le allucinazioni e il diavolo

Concetto Bocchetti e Alessandra Terracciano, i genitori di Vicenzo, sono accusati di abbandono di minori, maltrattamenti e lesioni gravissime. Erano da tempo seguiti servizi sociali e nell'ultima estate avevano perso la patria potestà di due figli più grandi. Perché? La donna, nel gennaio del 2020, era stata sottoposta a Tso, il trattamento sanitario obbligatorio. Era stata vista in Calabria mentre passeggiava delirando con i due figli, aveva le allucinazioni e diceva ai passanti di non poter tornare a casa perché lì c'era il diavolo.

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