"Swim for Parkinson", pazienti e medici sfidano la malattia con la traversata dello stretto di Messina

La precedente edizione della traversata
di Giovanni Del Giaccio
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Lunedì 6 Settembre 2021, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 15:09

«In acqua vinciamo noi». E' uno degli slogan per la traversata dello stretto di Messina, "Swim for Parkinson" in programma il 14 settembre, destinata a   pazienti parkinsoniani, medici e atleti. Tra questi ultimi  Silvia Bosurgi del "Setterosa" che vinse l' oro all'Olimpiadi di Atene del 2004, mentre una delle testimonial è Tania Cagnotto.

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Saranno 21  i partecipanti a sfidare di nuovo le acque dello Stretto di Messina, nel tratto che va da Capo Peloro a Cannitello.  Quasi 3,5 Km di acque profonde attraversate da numerose correnti accompagneranno gli sportivi della Fondazione Limpe  per il Parkinson Onlus in questa staffetta dove il mare rappresenta un momento unico di condivisione tra medico e paziente.

Un appuntamento che si rinnova da quando - era il 18 luglio del 2018 - Cecilia Ferrari attraversò per la prima volta a nuoto lo Stretto di Messina per dimostrare che la malattia non l’avrebbe mai fermata. «Le emozioni della traversata del 2018 - ricorda  Francesca Morgante, neurologa della Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus - e il grande impatto positivo dell’impresa di Cecilia su altrepersone con il Parkinson, hanno spinto me e Cecilia a fondare la Swim for Parkinson la cui prima edizione si e’ tenuta il 29 Luglio 2019. Il nostro obiettivo era duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia di Parkinson e ispirare altre persone con il Parkinson a mettersi alla prova e superare i limiti, spesso mentali, imposti dalla malattia».

Poi è arrivato il Covid 19, l'Italia si è fermata per la pandemia, ma adesso si torna in acqua e questo ha una   valenza ancora più importante  perché «il Parkinson è una malattia del
movimento che si cura con il movimento - afferma Leonardo Lopiano, presidente della
Fondazione Limpe  - e il nuoto tra tutti gli sport è il più completo; per
questo a due anni dalla prima edizione della Swim for Parkinson vogliamo lanciare un messaggio ancora più incisivo e forte:  il Parkinson è una patologia molto complessa che va affrontata analizzando diversi aspetti. Lo stress è un fattore determinante, sia in fase iniziale che avanzata e influenza la qualità della vita dei pazienti e dei caregivers come familiari e
assistenti. Non da meno - aggiunge - sono i disturbi dell’affettività cme ansia e depressione, il dolore e i disturbi della sfera cognitiva e per questo è necessario, per quanto possibile, mantenere la propria vita, i propri interessi e concentrarsi sull’attività sportiva».

La traversata gode dei patrocini, tra gli altri, della Federazione italiana nuoto, la Federazione Italiana nuoto paralimpico e l'università di Messina.  

«Questa staffetta, che idealmente rappresenta il legame stretto di condivisione e fiducia tra
medico e paziente ha come scopo di mantenere sempre viva la attenzione sulla ricerca su questa malattia – afferma   Mariachiara Sensi, membro del Comitato Organizzatore e
neurologa partecipante alla staffetta - quella di Parkinson è una malattia neurodegenerativa frequente, con oltre 10 milioni di pazienti stimati nel mondo ed un progressivo aumento dei nuovi casi nel corso degli ultimi decenni. Rappresenta infatti la più diffusa malattia neurodegenerativa dopo l’Alzheimer. Contrariamente a quanto si pensa, non è soltanto una malattia della età avanzata e sempre più spesso la diagnosi viene effettuata intorno ai 50 anni (o anche prima), colpendo persone ancora in età lavorativa e in una fase molto attiva della vita. La malattia di Parkinson colpisce non soltanto il paziente, ma l’intero nucleo familiare con pesanti ricadute sociali, assistenziali e sui rapporti personali. Un maggiore supporto ai pazienti e ai loro familiari aiuta ad affrontare con maggiore serenità questa malattia, che non si limita ai ben conosciuti sintomi motori, quali rallentamento, tremore e rigidità, ma riguarda molteplici aspetti della persona e della sua vita».

LA FONDAZIONE 

 Limpe  nasce nel 2014 con finalità di solidarietà sociale. Il principale obiettivo della Fondazione è appunto il sostegno alla ricerca medico-scientifica, la formazione e la divulgazione di informazioni sulla malattia di Parkinson, i parkinsonismi, le distonie, le coree (inclusa la corea di Huntington), i tremori, le atassie, i restanti disturbi del movimento e le demenze. La Fondazione opera a livello nazionale e internazionale

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