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Infermieri No vax e guariti tornano al lavoro. Lo sfogo: «Sono i furbetti all'italiana, in ospedale sguardi in cagnesco»

Un'infermiera
3 Minuti di Lettura
Sabato 9 Aprile 2022, 13:51 - Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 09:45

Negli ospedali il clima torna teso. Non per i contagi, che pure non se ne sono mai andati. Nemmeno per la carenza di personale, altro problema atavico. Si rischia infatti una contrapposizione tra gli infermieri vaccinati già dalla prima ora e i colleghi che invece ora sono tornati al lavoro - protetti dalla legge - forti solamente della guarigione ma ancora senza la protezione indotta dall’antidoto. Un clima pesante raccontato da un’infermiera pordenonese, che per tutela non ha voluto rendere pubblico il suo nome. 


Gli infermieri non vaccinati tornano al lavoro, come si vive questa decisione in corsia?
«La viviamo inevitabilmente molto male. Ci sentiamo letteralmente presi in giro. Crediamo sia un’ingiustizia». 
 

Cosa dà più fastidio in questa situazione?
«Il fatto più grave è che quanto deciso dal governo va contro la scienza. Noi abbiamo firmato un patto, quando siamo diventati infermieri. Abbiamo deciso di sposare la scienza e la razionalità. E adesso chi alla scienza ha voltato le spalle non vaccinandosi lavora tranquillamente al tuo fianco. Si tratta di un dettaglio eticamente difficile da accettare. Anzi, è proprio inaccettabile». 

Che clima si percepisce nei reparti degli ospedali?
«Diciamo che l’abbiamo presa molto male. Si rischia un brutto clima e posso già dire che c’è chi si guarda in cagnesco». 
 

Si spieghi meglio...

«Gli infermieri non vaccinati rappresentano l’Italia dei furbetti. Quelli che una volta fatta la legge si trova l’inganno. Ecco come si vive realmente la situazione in ospedale da quando è successa questa cosa». 

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E loro, gli infermieri non vaccinati ma guariti, come l’hanno presa?
«Loro sono tranquillissimi. Sanno di essere protetti dalla legge. Dicono che quello che stanno facendo, cioè lavorare lo stesso, è permesso. E hanno ragione». 
 

E voi come la pensate in merito?
«È vero che adesso la regola lo consente, ma non è giusto. È una clamorosa ingiustizia. Tanti nostri colleghi hanno preso il Covid anche da vaccinati, ma prima avevano rispettato la legge e la scienza». 
 

Vi sentite poco tutelati?
«Chiediamo una presa di posizione netta, sia ai sindacati che all’Ordine delle professioni infermieristiche. Devono schierarsi convintamente dalla parte di tutti gli infermieri che nel tempo si sono vaccinati».

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