Febbre di Lassa, primo morto in Gran Bretagna per il virus simile all'Ebola: che cos'è

Si tratta del terzo caso individuato nel sud-est dell'Inghilterra

Febbre di Lassa, primo morto in Gran Bretagna per il virus simile all'Ebola: che cos'è
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Venerdì 11 Febbraio 2022, 17:23 - Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 10:06

Una persona è morta in Gran Bretagna dopo aver contratto la Febbre di Lassa. Si tratta del terzo caso confermato di questa malattia infettiva grave (classificata nella categoria delle febbri emorragiche virali, con caratteristiche molto simili all'Ebola) individuata nel sud-est dell'Inghilterra. La prima vittima nel Bedfordshire. Ne dà notizia l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa). È emerso che i tre infettati, inclusa la persona deceduta, sono membri di una famiglia ritornata nel Regno Unito da recente dopo un viaggio in Africa. Prima di questi casi, ce ne erano stati in tutto otto nel Paese dal 1980, sempre in arrivo dall'estero, con gli ultimi due nel 2009.

Febbre di Lassa, cos'è il virus simile all'Ebola: sintomi, incubazione, terapia e prevenzione

Febbre di Lassa, primo morto in Gran Bretagna

L'Ukhsa ha dichiarato: «Stiamo contattando le persone che hanno avuto contatti stretti con i casi prima della conferma della loro infezione, per fornire valutazioni, supporto e consigli appropriati. Il rischio per la popolazione rimane molto basso». Un portavoce del Bedfordshire Hospitals NHS Foundation Trust ha aggiunto: «Confermiamo la morte di un paziente presso il nostro centro che aveva contratto la febbre di Lassa. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento difficile».

Febbre di Lassa, cos'è?

La Febbre di Lassa, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, «fa parte del gruppo delle febbri emorragiche virali (Fev), patologie di origine virale a carattere sistemico, caratterizzate da esordio improvviso, acuto e spesso accompagnate da manifestazioni emorragiche. In generale, gli agenti responsabili delle Fev sono virus a Rna (arenavirus, bunyavirus, filovirus, flavivirus), la cui sopravvivenza è garantita da serbatoi naturali come animali o insetti. I virus sono confinati geograficamente nelle aree dove vivono le specie ospiti». L'origine della febbre di Lassa risale all'omonima città nigeriana, dove nel 1969 due infermiere missionarie morirono a causa di questa malattia, che fino a quel momento non era conosciuta. Particolarmente diffusa in Africa a causa del virus a Rna appartenente alla famiglia degli Arenaviridae, il cui serbatoio principale sono i roditori Mastomys.

sintomi della febbre di Lassa, spiega l'Istituto Superiore di Sanità, nell'80% dei casi è una lieve patologia (o addirittura asintomatica) e può presentarsi come malattia sistemica grave nel restante 20%. A differenza delle altre Fev, «l’esordio della febbre di Lassa è graduale e il periodo di incubazione può arrivare anche a 3 settimane (contro una media di 1-9 giorni per le altre). I sintomi iniziali sono piuttosto generici: febbre, cefalea, mialgie, faringodinia con essudato tonsillare, difficoltà ad alimentarsi (disfagia), tosse secca, dolore toracico (a volte forte dolore retrosternale), crampi addominali, nausea, vomito e diarrea». Il peggioramento delle condizioni cliniche si manifesta con edema del volto e del collo, insufficienza respiratoria, versamento pleurico e pericardico, proteinuria, encefalopatia, sanguinamento delle mucose. Ipotensione e shock si possono verificare indipendentemente dal sanguinamento. Durante la convalescenza si può manifestare ipoacusia. Il tasso di letalità complessivo è inferiore al 1%, mentre sale al 15-20% nei casi non trattati.

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