Omicron in Corea del Nord, è allarme: isolate e curate 187mila persone, 6 morti per febbre. Il flop dei vaccini

Il sistema sanitario nazionale è carente, il tasso di vaccinazione basso: 18mila casi ufficiali. La Corea del Sud offre vaccini

Omicron in Corea del Nord, è allarme: isolate e curate 187mila persone, 6 morti per febbre. Il flop dei vaccini
di Mario Landi
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Venerdì 13 Maggio 2022, 07:47 - Ultimo aggiornamento: 09:03

La Corea del Nord ora è un caso mondiale: il Paese ha fatto sapere che oltre 187.000 persone sono state «isolate e curate» per febbre, dopo che sono stati segnalati i primi casi di Covid-19 e confermato almeno un decesso legato all'epidemia. «Al momento fino a 187.800 persone sono state isolate e curate», ha riferito l'agenzia di Stato Kcna, aggiungendo che per la febbre sono morte sei persone, una delle quali è risultata positiva alla variante Omicron. «Una febbre la cui causa non può essere identificata e si è diffusa in modo esplosivo a livello nazionale dalla fine di aprile», afferma il rapporto. Il sistema sanitario nazionale è carente, il tasso di vaccinazione molto basso: così il Covid corre.

Oltre 18.000 casi di Covid-19 sono stati confermati, secondo quanto riferito dall'agenzia nordcoreana Yonhap citando l'organo di stampa ufficiale KCNA di Pyongyang. Secondo un rapporto, sarebbero appunto 6 i morti a causa del virus. Ieri il Paese ha rilevato il suo primo caso della variante BA.2 Omicron, nota anche come stealth Omicron. Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha convocato una riunione dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori al potere e ha ordinato un lockdown a livello nazionale.

Omicron, primo caso ufficiale in Corea del Nord: Kim ordina il lockdown in tutto il Paese

VACCINI - Il leader coreano ha disposto controlli ancora più rigidi alle frontiere e lockdown su scala nazionale, sollecitando i concittadini «a bloccare completamente la diffusione del virus e a chiudere le aree in tutte le città e le contee del Paese». Ogni attività commerciale e produttiva sarà organizzata in modo che le unità di lavoro siano «isolate» per prevenire la diffusione dell'infezione. Il Nord ha sempre negato di avere avuto casi di Covid grazie alla chiusura delle frontiere decisa a gennaio 2020 dopo l'esplosione della crisi a Wuhan, in Cina. La leadership ha rifiutato i vaccini dal mondo esterno, anche quelli già pianificati dal Covax, il programma sostenuto dall'Organizzazione mondiale della sanità, oppure offerti da Cina e Russia. Dal 3 gennaio 2020 all'11 maggio 2022, il Nord ha avuto «zero casi confermati di Covid-19 e zero decessi», secondo il database dell'Oms: ora si è aperto un nuovo capitolo con possibili scenari devastanti viste le scarse difese medico-sanitarie della Corea del Nord.

 

COREA DEL SUD - Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha offerto l'invio in Corea del Nord di vaccini contro il Covid-19 all'indomani dell'annuncio del primo focolaio nel Paese in oltre due anni di pandemia. «Il presidente Yoon Suk-yeol ha in programma di fornire vaccini e altre forniture mediche», ha riferito il portavoce Kang In-sun in una nota, assicurando che saranno «tenuti a tal proposito discussioni con la parte nordcoreana sui dettagli». 

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