Bimba muore a 2 anni di encefalite fulminante, il padre denuncia: «Ci hanno detto "Vostra figlia non ha nulla di grave"»

Dramma a Lecce: la bimba aveva 41 di febbre, la denuncia dei genitori

Gallipoli, la bimba non ha «nulla di grave». La piccola di 2 anni aspetta ore sul lettino ma muore per un'encefalite fulminante
di Antonella Margarito
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Mercoledì 8 Febbraio 2023, 13:06 - Ultimo aggiornamento: 19:04

È stata depositata qualche giorno fa, alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lecce, la denuncia querela nei confronti della Asl Lecce riguardante la morte della piccola Ludovica Puce, la bimba di due anni e mezzo di Sannicola deceduta lo scorso 29 dicembre a causa di una encefalite fulminante, conseguenza di un virus influenzale. 

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La denuncia

I genitori della piccola, convinti che ci siano state mancanze nel primo soccorso avvenuto presso il nosocomio gallipolino - difesi dal legale Alessandro Greco - hanno presentato una denuncia per il reato di “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” e «di tutti i reati - spiega l’avvocato Alessandro Greco- che fossero ulteriormente ravvisati nei fatti e negli eventi avvenuti e che hanno condotto alla morte della piccola Ludovica». 
Non si danno pace i genitori della bimba, «una bimba vivacissima e sempre allegra», che ha lasciato un vuoto incredibile nella famiglia la cui vita non sarà mai più la stessa. Genitori, convinti sempre di più che forse si sarebbe perso del tempo prezioso nell’ospedale gallipolino, quando con la bimba in stato di incoscienza i medici, avrebbero continuato a sostenere che Ludovica non avesse nulla di grave e che poteva essere riportata a casa. I medici non avrebbero (il condizionale è d’obbligo) considerato dunque la gravità della situazione tanto da inviare la piccola al Fazzi a Lecce, e solo dopo le forti insistenze dei genitori, in codice verde. Subito trasformatosi in rosso appena i sanitari di Lecce «hanno visitato e immediatamente intubato la piccola Ludovica». La piccola è morta due giorni dopo, malgrado gli sforzi e i tentativi dei medici del Vito Fazzi, di salvarle la vita. 

La ricostruzione 

Per tutte queste motivazioni con la denuncia querela si chiede anche di conoscere i nomi ed eventuali responsabilità dei medici in servizio in quella giornata e in quelle ore. Nel pomeriggio del 26 dicembre alla piccola Ludovica, dopo una mattinata di giochi, era salita la febbre. Per il medico si trattava di un semplice virus influenzale. Fino a sera la febbre però era arrivata a 41 gradi e la piccola aveva avuto un collasso. Alle 19,15 all’accettazione del pronto soccorso del nosocomio gallipolino la mamma con in braccio la bimba, secondo la ricostruzione della famiglia e del legale, sarebbe stata invitata a recarsi al pronto soccorso pediatrico. Ad aiutarla una guardia giurata che ha preso in braccio la bimba. Ma in pronto soccorso ci sarebbe stato da attendere. «La dottoressa si rifiutava di far entrare per prima la bimba e li invitava a recarsi in pediatria vista la fretta» ricostruisce il legale, Greco. Dunque, un’altra corsa in reparto. «Giunti nel reparto - continua l’avvocato che ha riportato il tutto, nero su bianco, nella querela - la mamma viene allontanata e la bimba rimane sul lettino per un’ora e mezza, non le viene praticata nessuna cura e con la piccola sempre in stato di incoscienza si invita la mamma a riportarla a casa perché non vi era nulla di grave». I medici avrebbero poi deciso di trasferire la bambina a Lecce, «in codice verde e con la motivazione della mancanza di posti letto». Ludovica farà il viaggio in ambulanza senza il medico di accompagnamento e a Lecce il codice si trasforma in rosso, viene subito intubata, fatta una tac e una serie di esami, fino al tragico epilogo, che mai nessuno avrebbe voluto vivere e raccontare. 

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