No vax, da Damiano a Tuiach che fine hanno fatto i leader: dall'organizzatore delle marce No mask al telepredicatore

Giovedì 2 Dicembre 2021, 11:24 - Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 10:00
Hai Shoulian


Fino alla fine ha cercato fino alla fine di convincere le persone a ribellarsi alle mascherine, ai vaccini e al Green pass. È morto così a settembre Hai Shoulian, diventato famoso in Israele per le sue battaglie contro la scienza e il vaccino anti Covid-19.

 

Shoulian ha continuato fino all’ultimo, anche dalla terapia intensiva, a protestare contro le misure di protezione e il passaporto vaccinale. In uno dei suoi ultimi messaggi pubblicati su Facebook, l'uomo ha esortato i suoi sostenitori: «La situazione è più critica. Non sono in grado di parlare o rispondere alle persone. Non ho ossigeno e non riesco a stabilizzarmi», sottolineando come «con l'aiuto di Dio» però si sarebbe ripreso in due-tre settimane e scagliandosi contro il Green pass:«Non ha nulla a che fare con il coronavirus. Non ha nulla a che fare con i vaccini. Ha a che fare con la coercizione».

 

Fabio Tuiach

Ma c'è anche chi, invece, non si lascia convincere e, dopo aver contratto il Covid, rilancia ancora bufale negaziniste. È Fabio Tuiach, il portuale triestino che dopo aver attivamente preso parte alle proteste del mese scorso è diventato uno dei volti noti dei No vax italiani. Ex consigliere comunale della Lega ed ex pugile (dalla brillante carriera) ha sostenuto di aver contratto l'infezione a causa degli idranti utilizzati dalla polizia per sgomberare i manifestanti al Varco 4 del porto di Trieste. Ora, dopo essere stato licenziato perché risultato in malattia durante quelle stesse manifestazioni,  è tornato a dare spettacolo sostenendo in tv che «il Covid è un’influenza stagionale. Io ho 41 anni e sono guarito. Sono tornato da Lourdes e ho capito che questo vaccino era sbagliato».

 

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