Il Covid muta in modo «intelligente». Ricercatori Usa: possibile ciclo di contagi senza fine

Il Covid muta in modo «intelligente». Ricercatori Usa: possibile ciclo di contagi senza fine
di Lorena Loiacono
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Martedì 31 Agosto 2021, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 14:53

«Controlleremo questa pandemia solo vaccinando quante più persone possibile perché, se il virus continua a circolare e a mutare in maniera "intelligente", potrebbe avviarsi un giro senza fine»: non ha dubbi il dottor Charles Chiu, direttore dell'UCSF-Abbott Viral Diagnostics and Discovery Center e direttore associato del Laboratorio di microbiologia clinica dell'UCSF (San Fransico) che, dati alla mano, analizza come il virus de Covid se continua a circolare continua a mutare e le varianti si fanno pericolose e resistenti. Lo scienziato parla di “whack-a-mole”, letteralmente “colpisci una talpa”, per indicare come la circolazione del virus rischia di scatenare una caccia senza fine.

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VARIANTE DELTA  Le persone infette da delta, hanno dimostrato glie esperti dell'Ucsf, possono diffondere circa quattro volte più virus rispetto a quelle infette dal virus originale. Alcuni di questi virus possono sfuggire alla difesa anticorpale, causando infezioni. Lo studio ha messo in luce anche le mutazioni cosiddette resilienti del virus: la percentuale di casi causati da queste varianti è aumentata in cinque mesi dal 40% all'89%. «Il virus – ha spiegato Chiu - si evolverà per diventare resistente agli anticorpi, indipendentemente dal vaccino ma, visto che abbiamo un vaccino, dobbiamo usarlo per impedire che il virus si diffonda e si evolva ulteriormente».

 

IL VACCINO PROTEGGE Lo studio della UC San Francisco, effettuato su 1.373 casi della Bay Area, rivela infatti che il coronavirus sta imparando a superare in astuzia il nostro sistema immunitario e le varianti colpiscono anche le persone vaccinate. Gli esperti di San Francisco hanno infatti analizzato le infezioni nelle persone vaccinate sottolineando come, nel 78% dei casi, sono state infettate da una variante. Le persone vaccinate sono ancora molto più protette da malattie gravi, ospedalizzazione e morte rispetto alle persone non vaccinate, ma lo studio spiega anche che le nuove mutazioni del virus diventeranno probabilmente ancora più resistenti, nel tempo. Quindi, poiché il virus continua ad evolversi, potrebbe essere necessario riformulare i vaccini per tenerci al sicuro.

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SENZA SINTOMI L'analisi degli esperti spiega anche che una persona vaccinata, che risulta positiva, mostra comunque sintomi di bassa entità. «Le persone che non sviluppano mai sintomi durante un'infezione portano livelli molto bassi di virus – spiega infatti il dottor Chiu - una scoperta che dovrebbe alleviare le preoccupazioni che le persone vaccinate stiano inconsapevolmente alimentando la pandemia».

 

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