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Variante inglese, Pfizer: «Improbabile che resista al vaccino». Polemica sull'arrivo delle dosi

Mercoledì 23 Dicembre 2020
Variante inglese, Pfizer: «Improbabile che resista al vaccino». Polemica sull'arrivo delle dosi

Secondo Pfizer Italia «sembrerebbe improbabile» che la variante inglese del Covid renda inefficace il vaccino, ormai prossimo all'arrivo. Lo ha detto Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, specificando che si tratta di «solo un paio di mutazioni sulla proteina spike». Nel frattempo, però, proseguono le verifiche: «Ci sono dei test in corso, iniziati la settimana scorsa, di cui però non abbiamo ancora dettagli. Si sta valutando il mantenimento dell'efficacia, precisando il fatto che la variante UK corrisponde a un paio di mutazioni della proteina Spike, sembrerebbe improbabile che possano andare a inficiare l'efficacia del vaccino». Queste le parole del direttore Marino.

Il V-Day

Intanto continua il conto alla rovescia per l'arrivo del vaccino anti Covid, previsto per il 27 dicembre. Le prime dosi - 9.750 - sono proprio quelle di Pfizer-Biontech, che ieri ha ricevuto dall'Aifa l'autorizzazione alla commercializzazione in Italia. In particolare, la decisione dell'Aifa si è basata sulla valutazione iniziata da Ema con la procedura di «rolling submission», e poi perfezionata con la domanda di autorizzazione da parte di Pfizer e BionTech. I dati riguardano i risultati dello studio clinico in fase 3, che hanno dimostrato un'efficacia del 95%. Nel corso del 2021, quindi, l'Italia riceverà da Pfizer un numero di vaccini anti coronavirus pari a 27 milioni di dosi: «Questa approvazione segna un momento storico in Italia nella lotta contro questa malattia mortale. Apprezziamo il lavoro svolto da tutte le autorità regolatorie coinvolte a livello centrale e nazionale, per l'attenta valutazione del nostro vaccino contro Covid-19 e la tempestività con la quale hanno agito consentendo di aiutare a proteggere i cittadini italiani», queste le parole di Paivi Kerkola, Country Manager di Pfizer Italia.

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Prime vaccinazioni

I primi a ricevere il vaccino anti coronavirus saranno Grazia Fresta, addetta alle pulizie dell'ospedale Niguarda, e Adele Gelfo, dello stesso ospedale lombardo. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, presentando il piano di vaccinazione: secondo l'assessore, inoltre, la percentuale di medici e infermieri che aderisce alla campagna vaccinale nella regione «è molto alta, nelle stime fatte da alcune aziende siamo attorno all'80%». Oltre a loro, verranno vaccinati anche presidenti degli ordini dei medici e degli infermieri e personalità-simbolo dell'emergenza come Fabrizio Pregliasco - direttore di Anpas - e medici come Massimo Galli, Alberto Zangrillo, Giuliano Rizzardini, Sergio Harari, Antonio Pesenti, la dottoressa di Codogno Annalisa Malara, Carlo Signorelli e Raffaele Bruno.

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La polemica sui tempi

Nel frattempo, nel corso della mattinata c'è - sui social - una polemica riguardante l'arrivo effettivo delle dosi di vaccino anti Covid: in particolare, l'immunologo Roberto Burioni ha citato alcuni giornali nazionali facendo riferimento a un possibile ritardo nell'arrivo delle dosi. Ritardo poi smentito dallo stesso Burioni, che dichiara di aver parlato direttamente con il Commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri: «Ho appena ricevuto una telefonata dal Commissario Arcuri che mi ha rassicurato sul fatto che il primo lotto di vaccini arriverà il 30 dicembre e non il 30 gennaio. Ringrazio il Commissario per la cortesia. Falso allarme dunque, ma prepariamoci a non tollerare ritardi», così Burioni su Twitter.

Anche l'Argentina autorizza il vaccino

Anche l'Argentina ha reso noto di aver autorizzato il farmaco «Comirnaty/Bnt162b2»il vaccino anti Covid prodotto da Pfizer srl. In particolare, l'Amministrazione nazionale dei farmaci, alimenti e tecnologia medica (Anmat) fa sapere che «la registrazione è avvenuta nell'ambito delle disposizioni previste per i farmaci di interesse sanitario nell'ambito delle emergenze». Il nuovo vaccino verrà somministrato solo presentando una ricetta del medico: inoltre la qualità del farmaco, secondo Anmat, «presenta un rapporto rischi/benefici accettabile che consente di giustificare la concessione della registrazione e dell'autorizzazione condizionata del prodotto per l'indicazione richiesta».

Ultimo aggiornamento: 16:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA