STATI UNITI

La vagina bionica impiantata in 4 ragazze negli Stati Uniti. Gli scienziati: «Funziona perfettamente»

Giovedì 10 Aprile 2014
​NEW YORK - Grande successo per la ricerca scientifica nell'ambito degli interventi rigenerativi: per la prima volta una vagina bionica prodotta in laboratorio con le cellule delle stesse pazienti è stata impiantata su quattro adolescenti tra Messico e Stati Uniti.
Una lunga osservazione dimostra che l'intervento è perfettamente riuscito e la nuova vagina è funzionante. Il gruppo di ricercatori guidato da Anthony Atala, noto scienziato che dirige ilWake Forest Baptist Medical Center's Institute di Medicina rigenerativa (in North Carolina), descrive su Lancet questo lavoro, condotto con successo e «monitorato a lungo termine».

Le quattro adolescenti hanno ricevuto organi vaginali prodotti a partire dalle proprie cellule, ingegnerizzate in laboratorio. «Questo studio pilota è il primo a dimostrare che gli organi vaginali possono essere costruiti in laboratorio e utilizzati con successo negli esseri umani», ha detto Atala. Un approccio che «può rappresentare una nuova opzione per le pazienti che devono sottoporsi a chirurgia ricostruttiva. Inoltre questo studio è un altro esempio di come le strategie di medicina rigenerativa possono essere applicate a una notevole varietà di tessuti e organi».

NATE SENZA VAGINA Le ragazze protagoniste di questo esperimento sono nate con la sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser, una rara malattia genetica in cui vagina e utero sono poco sviluppati o assenti. Ma questo trattamento pionieristico potrebbe essere utile anche a pazienti colpite da tumori o vittime di traumi e lesioni, spiegano i ricercatori. Le ragazze erano tutte tra i 13 e i 18 anni al momento degli interventi, che sono stati eseguiti tra giugno 2005 e ottobre 2008. Ebbene, ora i dati delle visite annuali di follow-up dimostrano che fino a otto anni dopo gli interventi chirurgici, gli organi funzionano normalmente.

ORGANI RICOSTRUITI «Biopsie dei tessuti, risonanza magnetica ed esami interni hanno mostrato che le vagine ingegnerizzate erano simili in aspetto e funzione al tessuto nativo», ha assicurato Atlantida-Raya Rivera, ricercatrice responsabile del l'Himfg Tissue Engineering Laboratory a Città del Messico, dove sono stati eseguiti gli interventi chirurgici. Inoltre le risposte delle pazienti a un questionario ad hoc hanno dimostrato che tutte avevano una normale funzione sessuale dopo il trattamento, compreso il desiderio, e tutte riferivano rapporti senza dolore. Le strutture degli organi sono state ingegnerizzate utilizzando cellule epiteliali e muscolari, prelevate con una piccola biopsia dei genitali esterni su ciascuna paziente. In un laboratorio Gmp (Good Manufacturing Practices), le cellule sono state estratte dai tessuti, espanse e poi collocate su un materiale biodegradabile cucito a mano a forma di vagina. Ogni simil-organo è stato fatto su misura in base alla conformazione di ciascuna paziente. Circa 5-6 settimane dopo la biopsia, i chirurghi hanno creato un canale nel bacino della paziente e suturato la vagina bionica alle strutture riproduttive. Precedenti ricerche avevano dimostrato che, una volta collocate nel corpo queste strutture bioartificiali, si formano nervi e vasi sanguigni e le cellule si espandono. Allo stesso tempo, il materiale che ha fatto da 'ponteggiò viene assorbito dal corpo, mentre le cellule gradualmente sostituiscono l'impalcatura progettata dagli scienziati con un nuovo organo.

LO STUDIO I test di follow-up sulle vagine ingegnerizzate in laboratorio hanno mostrato che il margine tra tessuto nativo e parti bioniche era indistinguibile. Prima di iniziare lo studio clinico pilota, il team di Atala ha valutato questo approccio in topi e conigli, a partire dai primi anni '90. Proprio grazie a questi studi, gli scienziati hanno scoperto l'importanza di utilizzare cellule umane su 'scaffold' specifici, realizzati in materiali riassorbibili. Il team di Atala ha utilizzato un approccio simile per progettare le parti di vescica impiantate in nove bambini fin dal 1998: lo scienziato è diventato il primo al mondo a impiantare organi coltivati in laboratorio negli esseri umani. Il team ha inoltre impiantato con successo ureteri ingegnerizzati in un gruppo di ragazzini. Lo studio attuale, spiegano i ricercatori, è limitato a causa della sua dimensione: sarà importante acquisire un'ulteriore esperienza clinica su questa tecnica, per confrontarla con procedure chirurgiche ormai note, e metterne in luce tutti i vantaggi e gli eventuali limiti. In ogni caso la fabbrica dei pezzi di corpo umano di ricambio si arricchisce, con questo lavoro, di nuove parti. Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 23:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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