Il vaccino «aiuta a fermare i contagi e previene la variante Alpha, dubbi sulla Delta»: la ricerca olandese

Il vaccino «aiuta a fermare i contagi e previene la variante Alpha»: la ricerca olandese
di Lorena Loiacono
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Venerdì 6 Agosto 2021, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 11:11

Il vaccino anti-Covid aiuta a fermare anche i contagi. A rivelarlo è una ricerca RIVM, secondo i ricercatori dell'istituto di sanità pubblica olandese, infatti, oltre ad essere efficaci nel ridurre la forza della malattia, i vaccini riescono anche a prevenire la diffusione della variante alpha. La ricerca non è riuscita a valutare se lo stesso effetto riguarda anche la variante delta, di per sé più infettiva. Lo studio è stato condotto tra febbraio e maggio, vale a dire nel periodo i cui la variante alpha era maggiormente diffusa nei Paesi Bassi.

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I ricercatori hanno esaminato la frequenza con cui le persone vaccinate hanno trasmesso il coronavirus ai familiari, e il dato è stato confrontato con la frequenza del contagio tra le persone non vaccinate e i loro familiari. Le persone, che hanno ricevuto le due dosi di vaccino e che sono state infettate dal virus, hanno infettato a loro volta l’11% dei coinquilini o familiari. I pazienti non vaccinati, ma positivi al coronavirus, hanno infettato invece il 31% dei loro coinquilini.

FERMARE LE INFEZIONI CON DUE DOSI La capacità di infettare, quindi, si abbassa con la vaccinazione completa. E' emerso che i conviventi di pazienti positivi, che si erano ammalati dopo aver hanno avuto la vaccinazione completa, avevano il 71% di probabilità in meno di essere infettate rispetto ai membri della famiglia di persone non vaccinate.

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Con un caso positivo in famiglia, i parenti conviventi completamente vaccinati hanno il 75% in meno di probabilità di contrarre l'infezione rispetto ai membri della famiglia non vaccinati. Si tratta di un dato inferiore alla protezione post-vaccino generale, sull'intera popolazione, perché tra conviventi della stessa famiglia si è maggiormente esposti.

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Nel caso in cui il paziente positivo aveva ricevuto solo la prima dose, considerando quindi almeno due settimane dopo il primo vaccino Pfizer, AstraZeneca o Moderna), le infezioni in famiglia sono diminuite del 21%. Nei prossimi mesi, con nuovi sviluppi della ricerca olandese, si capirà se i vaccini offrono la stessa protezione anche contro la variante Delta.

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