Vaccino: prenotazione, copertura, effetti collaterali, tempi: tutte le domande (e le risposte)

Vaccino: prenotazione, copertura, effetti collaterali, tempi: tutte le domande (e le risposte)
di Raffaele Alliegro
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Martedì 29 Dicembre 2020, 09:48 - Ultimo aggiornamento: 12:17

«Prima verranno vaccinati gli operatori sanitari e i residenti delle Rsa, poi tutti gli altri, a partire dai più fragili. Il vaccino sarà gratuito. E i test fatti finora hanno dimostrato che la protezione dura almeno alcuni mesi». L'Istituto superiore di sanità ha raccolto le domande più frequenti che gli italiani si fanno sui vaccini anti-Covid e ha fornito queste risposte, offrendo anche un quadro complessivo delle caratteristiche, delle modalità e dei tempi della campagna vaccinale.

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La prima domanda, tra quelle più ricorrenti, è sugli effetti collaterali. Chi si vaccina potrebbe avere conseguenze indesiderate? Secondo gli esperti dell'Istituto superiore di sanità, «come tutti i vaccini anche quelli contro il Sars-Cov-2 possono dare effetti indesiderati. Nel corso della sperimentazione sono state riscontrate le reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni. In tutti i Paesi che hanno adottato il vaccino, Italia compresa, c’è comunque un sistema di sorveglianza che raccoglie le segnalazioni». Dunque chi si vaccinerà già nella prima fase? E quando ognuno di noi potrà sottoporsi alla vaccinazione? «In una prima fase verranno vaccinati gli operatori sanitari e i residenti delle Rsa. In seguito, man mano che arriveranno le forniture dei vaccini, si procederà con il resto della popolazione, a partire dai soggetti più fragili, come gli anziani o chi ha malattie pregresse». Naturalmente, non bisognerà spendere del denaro: «Il vaccino sarà gratuito e verrà fatto in strutture pubbliche», assicura l'Iss.

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Sono molto ricorrenti poi tutta una serie di richieste sulle caratteristiche scientifiche dei vaccini, sulla loro efficacia e sul se permetteranno o meno di ritornare alla vita normale pre-pandemia. Per quanto riguarda la durata della protezione dal virus, «le osservazioni fatte finora nei test hanno dimostrato che la protezione dura alcuni mesi, mentre bisognerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla». Comunque, «almeno in un primo momento anche chi è vaccinato dovrebbe mantenere alcune misure di protezione».

 

Per la prima volta, si legge inoltre tra le domande selezionate dall'Istituto superiore di sanità, verranno usati dei vaccini “a Rna”. Cosa significa? «Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) “indebolito”, oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce “l’intruso” e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello “vero”. Nel caso dei vaccini a Rna invece si inietta “l’istruzione” per produrre una particolare proteina, detta proteina “spike”, che è quella che il virus utilizza per attaccarsi alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina estranea, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi». Ma non bisogna temere, dicono gli esperti dell'Iss, il rischio di modifiche del Dna: «Oltre a non avere le “istruzioni” per modificare il Dna, l’Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in alcun modo. Inoltre l’Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo “compito”». Nè bisogna temere che l'iter accelerato di approvazione abbia compromesso la sicurezza dei farmaci: «I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non “in blocco” alla fine».

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