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Vaccini, Moderna: i due richiami contro le varianti del Covid potrebbero funzionare

Mercoledì 14 Aprile 2021
Vaccini, Moderna: i due richiami contro le varianti del Covid potrebbero funzionare

I due richiami in sperimentazione del vaccino anti-Covid di Moderna, sviluppati per contrastare le varianti del virus, sembrano funzionare e neutralizzarle. Lo rivelano i dati di uno studio in fase pre-clinica pubblicati sul sito BioRxiv dalla stessa azienda. Il sito è noto per raccoglie le ricerche che ancora non hanno ricevuto il vaglio della comunità scientifica. «Non vediamo l'ora di avere i dati clinici su questi richiami in fase di studio, specifici per le varianti del coronavirus, così come i dati clinici dello studio di fase 2/3 sugli adolescenti», dice Stephane Bancel, amministratore delegato di Moderna. «I nuovi dati preclinici sui candidati vaccini specifici per le varianti sono incoraggianti», prosegue. Uno dei due richiami è diretto contro la variante B.1.351 identificata in Sudafrica, mentre l'altro è un possibile richiamo multivalente, che combina in un unico siero il vaccino autorizzato ora in uso e quello contro la variante sudafricana. Entrambi i richiami hanno funzionato e hanno aumentato l'attività neutralizzante contro le varianti nei topi.
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Una notizia che fa ben sperare. Soprattutto dopo la constatazione sorta da un nuovo studio israeliano secondo il quale la variante sudafricana sarebbe in grado di «bucare», almeno in parte, la protezione indotta dal vaccino Pfizer-BioNTech. Questo studio, realizzato dall’università di Tel Aviv e dall’istituto Clalit, non è ancora stato  sottoposto a revisione paritaria. In Israele è stato utilizzato quasi esclusivamente proprio il vaccino Pfizer per vaccinare milioni di cittadini mentre sono circolate pochissime dosi di Moderna.
 Non sono mancate tuttavia le critiche a questo studio basato su un campione minimo. L’immunologa Antonella Viola ha infatti precisato che «gli otto casi di infezione sono stati identificati a partire da una settimana dopo la seconda dose- e che sarebbe possibile che- le persone siano state contagiate diversi giorni prima; quindi la risposta immunitaria, almeno in parte dei partecipanti, non era ancora completa». Anche il capo della Task Force contro il Covid del governo Usa, Anthony Fauci, si è espresso sullo studio e ha detto che bisogna stare attenti a trarre conclusioni da esso in merito all’efficacia del vaccino Pfizer, anche perché su Pfizer e la variante sudafricana ci sono stati altri studi.

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