Vaccino, piano già a rischio ritardi: consegne di 470 mila dosi ostacolate dalla neve

Vaccino, consegna slitta causa neve. Arcuri: entro il 31 in Italia altre 470 mila dosi
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Lunedì 28 Dicembre 2020, 13:33 - Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 06:51

Rischia di slittare a causa del maltempo la consegna delle circa 470mila dosi di vaccino della Pfizer, che era prevista domani nelle regioni italiane. A quanto si apprende, la casa farmaceutica informerà domani le strutture preposte su eventuali ritardi, con slittamenti anche di un giorno. Piemonte e Liguria hanno già comunicato lo slittamento.

Slitta a mercoledì infatti l'arrivo in Piemonte delle 40 mila dosi di vaccino anti Covid attese per domani. Lo ha comunicato la Regione Piemonte precisando che la notizia è giunta nel corso della riunione in videoconferenza con la struttura commissariale a Roma. 

«L'ondata di neve sull'Europa rallenta di un giorno la consegna dei vaccini anti covid Pfizer in Liguria: entro il 30 dicembre arriveranno in Regione circa il 75% delle 16 mila dosi previste, il restante 25% dovrebbe arrivare il 31 dicembre, giorno in cui inizierà la «vaccinazione allargata» nei 14 ospedali individuati dalla Regione. Lo ha spiegato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stasera a Genova nel punto stampa sull'emergenza coronavirus. «A causa della tempesta di neve Pfizer consegnerà il 30 dicembre a Milano il 75% delle dosi per la Liguria, che dovrebbero arrivare a Genova entro le ore 14, in modo da iniziare la vaccinazione allargata il 31 dicembre mattina nei 14 centri», ha spiegato. «Auspicavamo che le dosi arrivassero già oggi, evidentemente l'azienda non è stata in grado di garantire la consegna, mi auguro che non sia il preludio di altri disguidi», ha anche aggiunto Toti. Intanto oggi sono state effettuate altre 80 vaccinazioni a Genova. A causa del maltempo sulle alture della città con la neve che ha reso impraticabili alcune strade stamani è saltata la vaccinazione prevista nella rsa genovese Villa Costanza, e l'obiettivo è concludere la somministrazione del primo stock da 320 vaccini entro domani sera. 

Il commissario all'emergenza Covid, Domenico Arcuri, aveva ricevuto conferma dalla Pfizer che le prime 469.950 dosi del vaccino, previste per l'Italia dal contratto sottoscritto dall'Unione Europea in questa settimana, sarebbero arrivate nel nostro Paese a partire da domani. Ma ci sono problemi al traffico legati alla nevicata ancora in corso.

Responsabile della consegna è direttamente Pfizer che deve raggiungere i primi 203 siti di somministrazione individuati dal Commissario Straordinario in accordo con le Regioni. I giorni prestabili erano il 30 dicembre e il 31 dicembre, giorno in cui le operazioni si sarebbero dovute concludere, come recita la nota del Commissario.

Intanto, il direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, torna sul V-Day in Istituto: «Ci siamo svegliati oggi più sereni e più ottimisti: abbiamo il primo vaccino, ne abbiamo somministrati 139 e stanno tutti benissimo. Oggi però non è il tempo di rilassarsi né di ricercare o costruire storie o personaggi. Non abbiamo eroi o angeli, ma operatori che fanno il proprio dovere fino in fondo nella quotidianità e che hanno voluto dare la loro testimonianza d'amore per loro stessi, per i loro cari, per i pazienti, per il Paese. Continuiamo a lavorare perché la strada, ora in leggera discesa, è comunque ancora tutta da percorrere fino alla fine. Vinceremo, ma guai a distrarsi!». 

Dalla notte prima del vaccino all’alba del giorno dopo. Care Amiche , cari Amici, la notte precedente il 27 dicembre,...

Pubblicato da Francesco Vaia su Lunedì 28 dicembre 2020

«La notte precedente il 27 dicembre, come tutte le vigilie importanti, è stata lunghissima e insonne - sottolinea Vaia in un post su facebook - Mi è passato davanti tutto il film di questi 11 lunghissimi e duri mesi: dalla coppia cinese al non abbiate paura, dal giovane italiano proveniente dalla Cina al non abbassiamo la guardia, dai canti sui balconi alla depressione di massa, dalle spiagge e dalle discoteche prese d'assalto ai cattivi maestri che si lanciavano in dubbie esercitazioni sulla sconfitta prematura del virus, causa caldo. Dalla paura e dallo sconforto all'invito a rendersi attivamente partecipi, dentro una logica corale di sistema Paese».

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«La nostra comunicazione ha cercato di mantenere la barra dritta: né catastrofisti né ottimisti di maniera - evidenzia - Abbiamo sempre cercato di raccontare in maniera asettica e fondata su dati scientifici l'evolversi della pandemia. In ciò sostenuti sempre da media costantemente presenti e coerenti nel lanciare il messaggio giusto per il Paese. E così siamo arrivati alla prima grande sfida del vaccino, arma letale contro il virus, che insieme con altre armi e con l'atteggiamento responsabile della stragrande maggioranza dei cittadini - conclude Vaia - sconfiggerà il virus».

 

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