Trapianti, scoperto il gene che provoca il rigetto: si potranno ridurre i casi di incompatibilità

Venerdì 17 Maggio 2019
Trapianti, scoperto il gene che provoca il rigetto: si potranno ridurre i casi di incompatibilità

La scoperta di un gene che provoca il rigetto apre un nuova frontiera nei trapianti di organo, consentendo di migliorare l'abbinamento tra donatori e riceventi, grazie alla selezione delle caratteristiche genetiche compatibili. È la prospettiva creata da una ricerca su 2700 trapianti di rene condotta dalla Columbia University di New York e dall'Università di Torino, insieme alla Città della Salute di Torino. Lo studio è stato pubblicato dal New England Journal of Medicine, considerata una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo. 

L'ictus colpisce di più le donne: il divario di genere incide anche sulla salute

I ricercatori americani e italiani hanno identificato il gene LIMS1, possibile responsabile di molti casi di rigetto. In sostanza, si crea incompatibilità tra chi ha caratteristiche genetiche in grado di produrre la proteina LIMS1 e chi ne è privo. In questo caso l'organismo può riconoscerla come estranea e attuare una risposta immunitaria di rigetto dell'intero trapianto. «L'esito di questo studio ha implicazioni importanti - spiega la professoressa Silvia Deaglio, del gruppo di ricerca della Genetica dei Trapianti di Torino -: queste informazioni genetiche possono essere utilizzate per trovare le combinazioni più compatibili quando si selezionano i riceventi da trapiantare. Già oggi - prosegue la ricercatrice - si eseguono i test sulle caratteristiche genetiche dei tessuti per scegliere quali dei pazienti in lista di attesa presenti le caratteristiche più simili a quelle del donatore. Introducendo anche l'analisi sulla presenza del gene LIMS1 si potranno migliorare gli abbinamenti tra donatore e ricevente e, di conseguenza, l'esito dei trapianti».

La ricerca, inoltre, «ci ha permesso - prosegue Silvia Deaglio - di mettere a punto le analisi di laboratorio per intercettare la presenza di anticorpi contro la proteina LISM1 ancora prima che si manifestino i segni clinici del rigetto». Lo studio si è concentrato sui trapianti di rene, «ma - spiegano la professoressa Deaglio e il prof. Antonio Amoroso, responsabile del gruppo di Genetica dei Trapianti e direttore di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti della Città della Salute - questa proteina è espressa anche in altri organi, cuore e polmoni. Sarà importate verificare se l'incompatibilità per LIMS1 è critica anche nel caso di trapianti di questi organi». Ogni anno nel mondo oltre 130 mila persone ricevono un trapianto d'organo, ma sono soltanto il 30% rispetto alla lista d'attesa.

Ultimo aggiornamento: 19:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Vita spericolata di una mamma quando i figli sono in vacanza

di Raffaella Troili

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma