Torino, bimba di 4 anni operata da un robot: asportato tumore al rene. Prima volta in Italia

Torino, bimba di 4 anni operata da un robot: asportato tumore al rene. Prima volta in Italia
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Non era mai successo. Per la prima volta in Italia un robot ha asportato in età pediatrica un tumore renale maligno. E così è stato salvato il rene a una bambina di quattro anni, a cui ora restano ora solo quattro piccole cicatrici, quasi invisibili. L'operazione chirurgica è stata eseguita alla Città della Salute di Torino ed è durata tre ore, è perfettamente riuscita. Non è stato necessario asportare l'organo perché era stato ricostruito in 3D.

Il ricovero - La piccola paziente, di appena 14 chili, era arrivata al Pronto soccorso dell'ospedale Infantile Regina Margherita prima di Pasqua con febbre alta e dolori addominali. Gli esami hanno rivelato una massa di circa 4 centimetri al polo superiore del rene destro. L'ntervento è stato effettuato dal professor Paolo Gontero e dalla sua équipe nelle sale robotiche dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, in collaborazione con anestesisti e rianimatori dell'ospedale Infantile Regina Margherita (direttore Giorgio Ivani) e con il personale infermieristico delle sale operatorie sia delle Molinette che dell'ospedale pediatrico.

Torino, robot asporta per la prima volta tumore al rene su paziente sveglia

Il medico - «La letteratura scientifica - spiega Gontero all'ANSA - non riporta precedenti di questo tipo, ma io ho molta confidenza con l'uso del robot negli adulti e ho proposto di usare questa tecnica perché il tumore si trovava in una posizione anatomica molto ingrata». Gontero poi spiega che «il robot consente di riprodurre i movimenti della mano identici, ma con una miniaturizzazione di cinque volte inferiore, e con la telecamera è come se il mio occhio arrivasse a pochi millimetri dalla parte da operare. Per me si è trattato semplicemente di trasferire sulla bambina i movimenti che faccio sugli adulti».

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Come è avvenuta l'operazione - I medici hanno usato ricostruzioni in 3D, ancora sperimentali, e sono riusciti a definire il punto dove intervenire. Sono così riusciti a chiudere solo l'arteria che portava il sangue al tumore, mentre la restante parte del rene non è stata messa in ischemia e non ha sofferto minimamente. «Un intervento di questo tipo - sottolinea Gontero - è la prova della sempre maggiore importanza dell'interdisciplinarietà in campo medico: un urologo dei bambini che chiede di intervenire a un urologo degli adulti, e io che posso farlo solo con l'aiuto di chi conosce bene la pediatria. Spiace solo - sottolinea - che per queste operazioni chirurgiche siamo dipendenti da apparecchiature che costano due milioni di euro, e che ogni intervento ci costi seimila euro soltanto di materiale monouso, mentre negli Stati Uniti i robot sono meno costosi».

Giovedì 13 Maggio 2021, 13:52
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