Tatuaggi, allarme colori: «È fuorilegge oltre il 20%». Quali sono i più pericolosi

Domenica 3 Novembre 2019 di Graziella Melina
Tatuaggi, allarme colori: «È fuorilegge oltre il 20%» Quali sono i più pericolosi

Colorati, nelle forme più strane e spesso incomprensibili, a vederli sulla pelle fanno una certa figura. Eppure il vezzo di farsi tatuare, sempre più in voga a qualsiasi età - in Italia ce l'hanno circa sette milioni - può riservare amare sorprese. Se non sono sterili e atossici, infatti, i pigmenti usati per colorare la pelle possono essere cancerogeni. Grazie ad un controllo del Comando dei carabinieri per la Tutela della Salute, pochi giorni fa, su 100 campioni analizzati ben 22 sono risultati non conformi per la presenza sopra i limiti di legge di sostanze potenzialmente tossiche o cancerogene, come le ammine aromatiche e gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa).

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IMPUREZZE NEI PIGMENTI
Come spiega l'Istituto Superiore di Sanità, i pigmenti utilizzati non sono prodotti specificatamente per le applicazioni di tatuaggi, e in genere contengono impurezze. Oltre l'80% dei coloranti in uso sono prodotti chimici organici e più del 60% azo-pigmenti, alcuni dei quali possono liberare ammine aromatiche riconosciute dall'Europa come cancerogene.

Sotto la lente dei Nas sono finite ben 117 aziende tra centri di tatuaggio, importatori, produttori e distributori nazionali di pigmenti. Il Ministero della Salute ha così disposto il divieto di «vendita e di utilizzo, di ritiro o richiamo dalla rete commerciale dei prodotti pericolosi». Inoltre, nei confronti dei responsabili degli esercizi commerciali e dei centri di tatuaggio, sono state contestate 31 infrazioni per la mancanza di autorizzazione dei locali o degli attestati di formazione degli operatori, ma anche per le carenze igieniche e strutturali delle aree adibite all'applicazione del tatuaggio, o addirittura per la «detenzione di prodotti privi di etichettatura o contenenti sostanze ed inchiostri non idonei e privi delle necessarie garanzie di sicurezza».

I SEQUESTRI
In totale, ben 248 le confezioni di tinture e pigmenti sequestrate. Ma non è la prima volta che alcuni prodotti utilizzati per i tatuaggi sono risultati pericolosi. Negli ultimi due anni sono stati controllati circa 250 inchiostri immessi nel mercato nazionale con una «discreta percentuale di non conformità ai requisiti chimici previsti».
Mentre tra il 2014-2015, su un controllo di 318 campioni, 97 avevano evidenziato «criticità circa la sterilità» per contaminazioni microbiche e fungine.

A destare maggiore preoccupazione, sono in generale le tonalità rosse, gialle e arancioni e ma anche gli inchiostri con pigmenti azoici in generale. L'ultimo rapporto Istisan sui tatuaggi però precisa che «effetti a lungo termine come carcinoma, iperplasia, tumori e vasculiti possono essere ricondotti agli inchiostri per tatuaggi, sebbene la correlazione causa effetto sia, in alcuni casi, molto difficile da provare».
Di sicuro c'è però che «pigmenti di colore scuro o metalli presenti negli inchiostri utilizzati nei tatuaggi possono interferire con sistemi diagnostici per imaging, come la risonanza magnetica e il Pet scan».

IL MONITORAGGIO
In realtà, in Italia il sistema di monitoraggio non basta. Sempre secondo l'Iss, il 65% degli inchiostri risultati non conformi ai requisiti raccomandati dal Consiglio europeo provengono dagli Usa, l'11% dalla Cina e il 6% dalla Germania. E intanto il settore non conosce crisi. Secondo Unioncamere per il 2016 in Italia si è toccato quota 622 imprese, con un rialzo del +23,25%.
Non è un caso che l'Istat (l'Istituto nazionale di statistica) abbia preso atto della nuova tendenza nella società italiana e così nel 2016 le spese per il tatuaggio sono state inserite nel cosiddetto paniere, cioè tra i beni e i servizi rappresentativi dei consumi in un determinato anno.
 

Ultimo aggiornamento: 11:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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