La mascherina che uccide il virus, l'invenzione dei ricercatori messicani: ecco come funziona

La mascherina che uccide il virus, l'invenzione dei ricercatori messicani: ecco come funziona
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Venerdì 27 Agosto 2021, 15:37 - Ultimo aggiornamento: 15:38

La soluzione per bloccare definitivamente i contagi da Covid potrebbe arrivare dal Messico, con una mascherina capace di neutralizzare il definitivamente il virus impedendone la trasmissione. A realizzare il prototipo sono stati i ricercatori dell’Università nazionale autonoma del Messico (Unam), utilizzando nanostrati di argento e rame, che rendono inoffensivo il virus. La comunicazione è arrivata ieri, con la notizia pubblicata dalla Gazzetta ufficiale della stessa Università. Ed è stata poi diffusa dall’agenzia Reuters. La maschera facciale antimicrobica, a triplo strato, è stata chiamata dagli stessi ricercatori “SakCu”.  Da “Sak”, che in lingua Maya  significa argento, e “Cu” è il simbolo chimico del rame.

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Mascherine che distruggono il virus, i test

Per testare il nuovo strumento anticontagio, i ricercatori hanno utilizzato alcune gocce contaminate con il virus, prelevato da pazienti positivi ricoverati presso l’Ospedale Juarez in Messico e le hanno poi posizionate sul film argento-rame, depositato su polipropilene. Il risultato dell’esperimento è stato positivo. Secondo i ricercatori, se la concentrazione virale era alta, il virus scompariva di oltre l’80% in circa otto ore, se, invece, la carica virale era bassa, in due ore non veniva rilevato alcun RNA del virus. «A contatto con il nanostrato argento-rame, la membrana SARS-CoV-2 si rompe e il suo RNA viene danneggiato -  hanno spiegato i ricercatori sulla Gazzetta dell’Università. illustrando la loro scoperta - Quindi, anche se SakCu dopo l’utilizzo venisse smaltita in modo improprio, non sarebbe un problema, in quanto, la sua superficie non rimane contaminata, come molte quella delle mascherine utilizzate abitualmente».

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Riutilizzabile

I costi della nuova mascherina potrebbero essere un po' più alti rispetto a quelli dei dispositivi di sicurezza utilizzati finora, ma la maschera facciale, sempre secondo i ricercatori, è riutilizzabile e può essere lavata fino a dieci volte senza perdere la sua proprietà biocida.

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Ancora sperimentale 

L’Unam, al momento, non sta ancora producendo in serie le mascherine facciali e ha affermato che attualmente ha la capacità di produrne 200 al giorno. Il progetto è stato sottoposto a “peer review”, ossia la procedura di valutazione e di selezione delle ricerche eseguiti da specialisti del settore per verificarne l’idoneità al finanziamento.

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