Diabete, in Italia 3,7 milioni di diabetici: fino al 17 screening in 500 piazze

Martedì 5 Novembre 2019

Diabete, rischio pandemia. Una malattia sempre più diffusa, con oltre 425 milioni di malati nel mondo e quasi quattro milioni in Italia, eppure spesso conosciuta poco, curata tardi, con tante complicanze. Una malattia sistemica che sta diventando un'emergenza, che attacca vari organi, ma anche sistemica in senso metaforico, perché coinvolge nella sua gestione tutta la famiglia. Stiamo parlando del diabete, patologia in rapido incremento, anche se la sua conoscenza e la sua prevenzione non vanno altrettanto veloci. 

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A fare luce su questa malattia torna il 14 novembre la Giornata Mondiale, istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La Giornata, che corrisponde alla data di nascita di Frederick Banting (il co-scopritore dell'insulina con Charles Best nel 1922), è organizzata da Diabete Italia, che raccoglie la voce di associazioni di volontariato e società scientifiche e che quest'anno ha ottenuto la Medaglia della Presidenza della Repubblica.

Da oggi al 17 novembre in oltre 500 piazze in Italia o nei centri diabetologici sarà possibile avere informazioni o fare semplici screenig per monitorare la possibilità di ammalarsi nei prossimi anni.
A Roma sono previsti screenig il 14 novembre dalle 9.30 alle 13.00 al  Policlinico Casilino in Via Casilina 1049 e il 16 Novembre dalle 9.00 alle 14.00 all' Ospedale Santa Maria della Pietà, c/o Sala Teatro pad. 90.

«Siamo di fronte a una pandemia – spiega Concetta Suraci, presidente di Diabete Italia – : nel mondo una persona su 11 convive con il diabete ed è previsto che per il 2030 ci saranno 522 milioni di persone con diabete. Oltre un milione di bambini e adolescenti nel mondo hanno un diabete di tipo 1, ovvero quello autoimmune. Nel 2017 ci sono stati, a livello globale, quattro milioni di morti. In Italia ci sono 3,7 milioni di persone con diabete e una su tre non sa di averlo».

Il tema della GMD 2019 è la famiglia: il diabete è una malattia che può essere anche molto invalidante e tutti i familiari devono essere coinvolti nella prevenzione e nella sua gestione.  Buone abitudini alimentari e un’attività fisica adeguata, dove il ruolo della famiglia è fondamentale per metterle in atto, sono assolutamente necessarie per la prevenzione del diabete di tipo 2. E i familiari giocano sempre un ruolo di primo piano anche con i diabetici di tipo 1, quello di tipo autoimmune, dalla gestione delle terapie al riconoscimento dei segnali di allarme e delle complicanze.
«Il diabete di tipo 1 è la malattia endocrina più diffusa nei bambini - ricorda Rita Stara, vicepresidente di Diabete Itali Italia ci sono 25 mila casi di diabetici di tipo 1 fino a 18 anni, su 240 mila complessivi».

Dal punto di vista economico «si stima – rileva Suraci - che 20 miliardi siano i costi diretti e indiretti della malattia: la voce più alta è naturalmente quella dell’ospedalizzazione (circa 7 miliardi) ma pesano anche le assenze dal lavoro (5 miliardi) e i prepensionamenti (7 miliardi)».
Innumerevoli gli effetti e le malattie correlate al diabete, spesso gravi: malattie cardiache, cecità, amputazioni, insufficienza renale, morte precoce. Molti sintomi potrebbero essere spia della patologia e se trascurati portare ad una diagnosi tardiva anche nel diabete tipo 2 o a una delle complicanze croniche. 

«La disfunzione erettile – spiega Alessandro Palmieri, presidente della SIA, Società Italiana Andrologia – è un campanello d’allarme generale per la salute dell’individuo ma soprattutto uno dei sintomi più tipici del diabete e una delle complicanze più comuni». Anche la salute dei denti è spesso trascurata. Chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontopatia e, viceversa, chi soffre di questa malattia dei denti ha una maggiore tendenza a sviluppare il diabete.

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