Garattini: «Dall'Aifa pasticcio comunicativo compromette la campagna vaccinale»

Garattini: «Dall'Aifa pasticcio comunicativo compromette la campagna vaccinale»
di Valentina Arcovio
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Giovedì 18 Marzo 2021, 09:23

«Sul vaccino prodotto da Astrazeneca l'Agenzia italiana del farmaco ha fatto un gran pasticcio comunicativo che mina gravemente la fiducia delle persone con il rischio di compromettere la campagna di vaccinazione contro Covid-19». E' così che il farmacologo Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto Mario Negri, interpreta i messaggi lanciati dall'Aifa in relazione al vaccino britannico.

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Professore, qual è stato secondo lei l'errore più grave commesso dall'Aifa sulla vicenda del vaccino di Astrazeneca?
«Sospenderne la somministrazione. Sarebbe bastato interrompere quella dei lotti sospetti e spiegare bene alla popolazione il perché di questa decisione. Invece, l'Aifa è stata più drastica, senza un'adeguata comunicazione all'opinione pubblica. E' normale che ora ci sia una grande sfiducia nei riguardi di questo vaccino».
Secondo lei è stato quindi un errore seguire quanto hanno fatto prima di noi altri paesi europei?
«Forse sarebbe stato meglio avere un approccio più coraggioso, anziché andare dietro alla decisione della Germania. In fondo stiamo parlando di un vaccino approvato dall'Ema, che ha già ribadito più volte che i benefici superano i rischi. Oggi l'Ema dovrebbe pronunciarsi ulteriormente. Ma qualunque cosa dica, la fiducia delle persone su questo vaccino continuerà a essere molto bassa».

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E' un pasticcio a cui non c'è rimedio?
«Il rimedio c'è, ma non sarà facile. Bisognerà spiegare bene alle persone cosa è successo e sciogliere nella maniera più decisa e serena possibile tutti i dubbi. Su questo serva la collaborazione di tutti: dall'Aifa che su questo rappresenta la nostra massima autorità alle istituzioni fino alla stampa».
Ieri il presidente dell'Aifa ci ha anticipato possibili limitazioni alla vaccinazione con Astrazeneca per le donne che prendono la pillola anticoncezionale. Allora il pericolo trombosi è reale?
«Francamente sono piuttosto sorpreso di queste affermazioni. Non mi pare che l'Ema abbia mai detto qualcosa a proposito della pillola anticoncezionale. E se domani non si soffermerà su questo, cosa faranno tutte le donne italiane che assumono la pillola? Anche se l'Ema si esprimesse specificatamente sulla questione, magari a favore del vaccino, molte italiane potrebbero continuare ad avere dubbi sulla sicurezza del vaccino. E questo non farebbe bene alla campagna di vaccinazione anti-Covid».
Quali altri errori ha commesso l'Aifa?
«Probabilmente è stato un errore anche quello di aver messo inizialmente limiti d'età alla vaccinazione con Astrazeneca. Prima non andava bene per le persone sopra i 55 anni, poi hanno cambiato e hanno detto che andava bene per tutti. Messaggi contrastanti, quindi, a cui non è stata seguita un'adeguata comunicazione. Credo che sia arrivato il momento di affidarsi a professionisti della comunicazione ed evitare ulteriori pasticci. Ma l'Aifa non è l'unica ad aver fatto errori comunicativi».
A chi si riferisce?
«Ad Astrazeneca, soprattutto all'inizio quando ha divulgato prima delle percentuali e poi le ha modificate con altre. Tutto questo tramite la stampa. Non si può e non si devono divulgare informazioni così importanti, in un contesto delicato come quello creato da questa pandemia, tramite comunicati stampa o interviste sui media. Abbiamo bisogno di pubblicazioni scientifiche su riviste serie e non annunci più o meno propagandistici».
Che idea si è fatto del vaccino di Astrazeneca? E' pericoloso?
«Credo che a questo punto sia meglio aspettare la decisione dell'Ema e limitarci a quello che sappiamo. Ad esempio, sappiamo che c'è un rapporto di causa-effetto tra il virus e il tromboembolismo, non tra il vaccino e il tromboembolismo. Che poi ci possa essere qualche lotto che dà degli effetti collaterali più intensi nessuno lo può escludere, ma bisogna sempre considerare il rapporto benefici-rischi: se avessimo avuto il vaccino, non avremmo avuto 100mila morti. Altra cosa che sappiamo: in Gran Bretagna sono state utilizzate milioni di dosi e non ci sono problemi. Infine, bisogna dire che in Italia ogni giorno muoiono circa 1.800-2.000 persone, e che qualche persona muoia avendo preso il vaccino il giorno prima fa parte della realtà: il vaccino non dà l'immortalità, protegge soltanto dai danni indotti dal Covid».

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