Covid, gli esperti Usa: si diffonde soprattutto per via aerea, basso il rischio contagio da superfici

Covid, gli esperti Usa: diffusione privilegia la via aerea, basso il rischio contagio da superfici
di Raffaele Alliegro
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Lunedì 26 Aprile 2021, 17:43 - Ultimo aggiornamento: 17:46

Il rischio di trasmissione del Covid che si corre toccando le superfici su cui è presente il virus non è così alto come si potrebbe pensare. La modalità principale di trasmissione resta infatti quella per via aerea. Lo hanno sostenuto gli esperti dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie in un servizio della Cnn. Ma lo ha ricordato anche la rivista Nature, affermando che sarebbe molto meglio spendere il denaro usato per la sanificazione delle superfici in sistemi di purificazione e ventilazione dell'aria nei locali. Quindi sanificare le superfici può essere utile, ma non basta. Bisogna sempre igienizzare le mani, usare la mascherina e mantenere il distanziamento.

La resistenza del virus sulle superfici

Vediamo prima di tutto quanto può resistere il virus sulle superfici. Secondo un rapporto dell'Istituto superiore di sanità italiano sui sistemi di sanificazione, riportato sul sito del ministero della Salute, «sul tessuto la presenza di particelle virali infettanti è stata rilevata fino a 1 giorno dalla contaminazione e non più rilevata dopo 2 giorni. Sul vetro fino a 2 giorni dopo la contaminazione e non più rilevata dopo 4 giorni. Più lungo l’intervallo di tempo su acciaio inox e plastica: le particelle virali infettanti sono state rilevate, infatti, fino a 4 giorni dalla contaminazione e non più rilevate dopo 7 giorni».

«Il Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie ha stabilito che il rischio di trasmissione del Covid 19 dalle superfici è basso. Ed è comunque secondario rispetto a quello che si ha con l'inalazione di aerosol», ha detto alla Cnn Vincent Hill, capo del Waterborne disease prevention branch. Secondo Hill, per quanto inferiore rispetto alla modalità primaria il pericolo di trasmissione da contatto con una superficie è comunque più elevato all'interno di una stanza. «All'esterno, il sole e altri fattori possono distruggere il virus», ha detto. Secondo la Cnn, però, è stato rilevato che nelle famiglie in cui c'è una persona positiva al Covid 19 il tasso di trasmissione del virus è risultato inferiore quando venivano disinfettate le superfici. Quindi, ritiene il Cdc, mantenere le superfici pulite non è una perdita di tempo, ma non è l'unico modo né il più importante per ridurre i rischi.

«Nella maggior parte dei casi, pulire le superfici utilizzando sapone o detergente è sufficiente per ridurre il già basso rischio di trasmissione del virus attraverso le superfici», ha detto Hill. «Ma la disinfezione delle superfici in genere è fondamentale soprattutto nel caso che una persona positiva al Covid 19 sia stata in casa nelle ultime 24 ore». E la pulizia dovrebbe essere concentrata «sulle zone di maggiore contatto, come le maniglie delle porte e gli interruttori della luce». Bisogna inoltre fare attenzione al fatto che una disinfezione continua può dare «un falso senso di sicurezza» che non è giustificato «se non vengono rispettate altre misure di prevenzione, come la mascherina, il distanziamento e l'igiene delle mani, che sono più importanti».

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Per quanto riguarda i prodotti usati nella sanificazione domestica Hill ha rivelato che negli Stati Uniti i dati mostrano un aumento del numero delle chiamate ai centri antiveleni nel 2020 per problemi causati dai disinfettanti rispetto a quelle del 2018 e del 2019. E il Cdc ricorda sul suo sito che «l'efficacia di metodi alternativi di disinfezione delle superfici, come gli ultrasuoni, non è stata ancora completamente accertata contro il Covid 19».

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