ROMA

Cardiopatici monitorati via bluetooth durante l'attività sportiva: al via progetto pilota al Policlinico Casilino

Giovedì 28 Novembre 2019
Cardiopatici monitorati via bluetooth durante l'attività sportiva: al via il progetto pilota al Policlinico Casilino

L’unicità di ogni individuo richiede cure “sartoriali” e si riscopre l’efficacia delle terapie ad personam che tengano conto delle abitudini e dello stile di vita di ogni soggetto. Questa è la nuova tendenza della medicina moderna, orientata alla valorizzazione del profilo personale piuttosto che al mero inquadramento all’interno di parametri di massa. Questo è il motivo conduttore del progetto “CardioControlTraining” che partirà, a gennaio, al Policlinico Casilino, interamente in convenzione per i pazienti.

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Se l’attività fisica è fondamentale per i pazienti con patologie cardiovascolari, non è solo importante verificare che venga svolta con costanza, ma anche nel rispetto di parametri individuati sulla base delle caratteristiche di ogni individuo, ovvero utilizzando sistemi in grado di salvaguardare la sicurezza e l’efficacia dello sforzo a cui ci si sta sottoponendo.

«Non basta solo prescrivere l’esercizio fisico – spiega il dott. Stefano Lino, responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica del Policlinico Casilino e promotore dello studio insieme al Direttore del Dipartimento di Cardiologia, prof. Leonardo Calò – perché, nella maggior parte dei casi, le abitudini di vita sono estremamente difficili da modificare e l’attività fisica non viene percepita come una terapia. Per questo motivo, abbiamo ideato il progetto “CCT”, in cui per ciascun paziente che farà parte dello studio, verrà realizzato un programma personalizzato che tenga conto sia delle patologie da cui è affetto, che del grado di sforzo con cui può praticare un’attività fisica benefica per l’organismo. I dati rilevati, registrati attraverso una fascia che memorizza il tracciato elettrocardiografico, verranno trasmessi via bluetooth ad un “centro di ascolto” del Policlinico Casilino. Questo ci permetterà di monitorare l’attività fisica svolta, di verificare che venga praticata in sicurezza ed eventualmente di intervenire con messaggi per la promozione di stili di vita più virtuosi».


Il prof. Leonardo Calò

Ultimo aggiornamento: 12:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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