Anticorpi monoclonali, in Toscana al via test su 40 volontari. Galli: «Efficacia sconosciuta su varianti»

Anticorpi monoclonali, in Toscana al via test sull'uomo. Il virologo Galli: «Efficacia sconosciuta su varianti»
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Giovedì 4 Marzo 2021, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 14:32

Al via la sperimentazione clinica degli anticorpi monoclonali anti Covid ideati e sviluppati in Italia da Toscana Life Sciences Sviluppo (Tls): lo ha annunciato la Fondazione stessa, sottolineando che i test di fase 1 coinvolgono 40 volontari sani. Mentre nelle fasi successive la sperimentazione riguarderà qualche centinaio di pazienti con infezione da coronavirus.

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L'efficacia

Nonostante l'avvio della sperimentazione, il responsabile del reparto malattie infettivo dell'ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, in mattinata, ha dichiarato che in generale «non sappiamo se gli anticorpi monoclonali hanno una oggettiva utilità nelle persone che avessero un'infezione determinata dalle varianti di Sars-Cov-2. Non sappiamo se funzioneranno altrettanto bene in particolare sulle varianti brasiliana e sudafricana. Sulla variante inglese, anche se non abbiamo dati, è più probabile che funzioni», queste le sue parole.

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Inoltre, secondo il virologo «gli anticorpi monoclonali non sono ancora del tutto disponibili. Io ne ho potuto somministrare, in tutto, uno. In un solo caso, con una procedura di tipo compassionevole. Ma l'utilizzo corrente è ancora da definire sulla base di disponibilità che si prospettano, però, nel brevissimo termine».

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L'utilizzo

Poi Galli ha proseguito: «Hanno senso (gli anticorpi monoclonali ndr.) e utilità per le persone che sono nelle primissime fasi di malattia e che hanno connotazione caratteristiche tali da essere considerate come persone a rischio di un'evoluzione negativa». In generale, comunque «su 100 persone che si infettano 5 andranno in ospedale e uno morirà. Il discorso cambia se la scelta si fa sulle persone con fattore di rischio importanti. Su quelle va operata un'attenta valutazione di classificazione dei fattori di rischio clinici che identifica coloro che, nell'arco di primi giorni di malattia, è opportuno che facciano i monoclonali».

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L'anticorpo monoclonale, in pratica, «è un farmaco che serve per quelli che stanno bene e che può essere utilizzato nel timore che queste persone possano evolvere in un senso negativo. È una scelta complessa e una scommessa clinica. Serve per persone che abbiano appena avuto l'infezione e che abbiano importanti fattori di rischio tali da far prevedere un'evoluzione negativa».

 

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