Babbo Natale "sensory friendly" per i bambini autistici

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Anna Guaita
Babbo Natale

La folla, le luci, la musica, le file. In questi giorni i centri commerciali americani sono brulicanti di persone, di colori e di rumori. La musica natalizia sommerge tutto, mentre lucine sfavillanti e alberi di Natale creano un’eccitante esperienza sensoriale. Tutto ciò può essere terribilmente iperstimolante per un bambino autistico. Ciò che appare affascinante e travolgente per altri bambini, per lui diventa snervante, addirittura angosciante. Ciò non vuol dire che negli Usa non ci si preoccupi di assicurare anche ai piccoli e giovani autistici la gioia del Natale e soprattutto di una visita a Santa Claus, che come vuole la tradizione accoglie i bambini accanto a un albero gigantesco, sul suo trono dorato, con il suo abito rosso, il pancione e la grande barba bianca.

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Sono oltre 500 i centri acquisti americani che sotto Natale organizzano mattine sensory friendly. Le famiglie devono prenotarsi, onde evitare di dover stare in fila o aspettare. E poi i mall si aprono per loro, ma in un’atmosfera meno sfolgorante e rumorosa. La visita a Babbo Natale è preparata in anticipo, in modo che l’attore che interpreta la parte sappia quali sono le necessità dei piccoli. I “Santa Klaus” che partecipano a questi programmi hanno precedentemente seguito un corso su come trattare individui che soffrano di disturbi dello spettro autistico. Sanno di dover essere flessibili e rasserenanti. Ad esempio sanno che alcuni dei loro visitatori non vorranno essere abbracciati, che altri saranno deliziati se lui li chiamerà subito per nome, che con alcuni sarà bene che si metta per terra a giocare con loro, ecc.

Intorno a queste scenette, le musiche sono sommesse, le luci accese solo in parte, e molti negozi non sono neanche aperti. Spesso per l’occasione vengono anche invitati i cani da terapia, specializzati proprio per dar compagnia a bambini autistici. E nel complesso l’atmosfera è molto più tranquilla, pur essendo gioiosa. La mamma di un bambino di otto anni dichiara: «In una giornata normale, per noi sarebbe impossibile dare al nostro bambino l’esperienza di far visita a Babbo Natale. Il caos e la folla ce lo impedirebbero. Ma così, anche noi possiamo godere di questa tradizione, ma quietamente, senza traumi».

 

 

 

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