Vaccini, i virologi: «In vacanza solo dopo aver fatto la seconda dose»

Vaccini, i virologi: «In vacanza solo dopo aver fatto la seconda dose»
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Sabato 26 Giugno 2021, 12:44 - Ultimo aggiornamento: 15:04

In vacanza sì, ma da vaccinati. «Dobbiamo andare incontro alle persone per agevolarle nelle vaccinazioni e nel Lazio lo faremo con centri nelle località turistiche, ma prima dobbiamo tutti noi essere attenti e partire per le vacanze con la seconda dose di vaccino già fatta. Uno dei cardini delle nostre campagne è il convincimento, spiegare bene alle persone il valore dei vaccini e dare loro la consapevolezza».

Vaccini in vacanza, l'appello

È l'appello agli italiani di Francesco Vaia, direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma. Molti i virologi che sposano questa linea. «Non è il tempo della preoccupazione - rimarca all'Adnkronos Salute Vaia - ma è il tempo di agire, dobbiamo vaccinare tutti e metterci in sicurezza e poi sequenziare le varianti».

Sulla vaccinazione eterologa «abbiamo avviato allo Spallanzani una sperimentazione che vuole dare consapevolezza e fiducia alle persone - ricorda il direttore - ma quasi sicuramente il 'mix 'di vaccini migliora la nostra capacità di produrre anticorpi».

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Antonella Viola - «Il virus è non solo più trasmissibile ma anche meno sensibile agli anticorpi. Per questo motivo, come ora indicato nel sito Ecdc, chi ha ricevuto una sola dose, può non solo infettarsi ma anche ammalarsi. Ecco quindi ora la corsa a fare i richiami in fretta: meglio coprire bene le persone con più di 50 anni piuttosto che vaccinare i ragazzi. Anche questo avrebbe dovuto essere ovvio da subito. Errori a parte, per i cittadini il messaggio è: bisogna vaccinarsi tutti perché nessuno godrà del l'immunità di gregge (che, come dico da mesi, non si raggiungerà)». Lo scrive su Facebook l'immunologa dell'Università di Padova, Antonella Viola.

«Bisogna fare il richiamo senza rimandare a dopo le vacanze; finché non si è completamente vaccinati (10 giorni dalla seconda dose), bisogna continuare a usare mascherine e distanziamento. Solo dopo il ciclo completo di vaccinazione possiamo sentirci al sicuro», aggiunge Viola. «Quando il Regno Unito ha deciso di estendere l'intervallo di tempo tra la prima e la seconda dose dei vaccini a mRNA ho dichiarato la mia preoccupazione, spiegando che generare immunità parziale nella popolazione durante una pandemia favorisce la circolazione di varianti resistenti agli anticorpi. È questo quello che sta accadendo con la variante Delta», ricorda l'immunologa.

«Adesso incominciamo a fare i vaccini non in vacanza. Oggi, senza aver più a disposizione AstraZeneca e J&J per una fascia di popolazione e avendo avuto una riduzione di dosi Pfizer rispetto a giugno, quando avevamo avuto un surplus, noi dobbiamo garantire dosi ai nostri cittadini che ne hanno diritto. Dopodiché quando avremo dosi in abbondanza li faremo in vacanza, a casa, in montagna, al mare». Così il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a chi gli chiedeva a che punto fosse l'organizzazione delle vaccinazioni in vacanza.

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