Una webfiction in 10 puntate sulla lotta al tumore del polmone

Venerdì 13 Settembre 2019
Un'immagine della webfiction
Lottare contro il tumore al polmone si può, anche attraverso una fiction. E' con una webserie di 10 puntate, al confine tra dramma e commedia, che si cerca di parlare della patologia, la terza forma di cancro più frequente tra gli italiani, con circa 41.500 nuovi casi attesi ogni anno e che rappresenta ancora la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la terza nelle donne.

La web fiction, diretta da Christian Marazziti e da oggi online su www.infamigliaallimprovviso.it, è il fulcro della campagna d'informazione "In famiglia all'improvviso. Combattiamo insieme il tumore del polmone", un progetto promosso da Salute Donna Onlus, Salute Uomo Onlus e Walce (Women Against Lung Cancer Europe onlus), con il supporto non condizionato di Msd Italia. Nelle puntate non si parla solo di prevenzione e dei fattori di rischio come il tabacco, ma si racconta anche il percorso che attende paziente e familiari, con nuovi scenari della ricerca. La possibilità di identificare il profilo molecolare del tumore permette infatti di assicurare la terapia più appropriata per ciascun paziente, migliorandone le prospettive e restituendo speranza. Il percorso informativo proposto dalla campagna si articola in sei tappe: sospetto diagnostico, diagnosi effettiva e tipizzazione, terapia, convivere con la malattia, diritti del paziente, supporto psicologico.


«Sino ad oggi l'attenzione si è concentrata sulla prevenzione, in particolare sulla lotta contro il fumo - dichiara Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus e Salute Uomo Onlus - ma attualmente sul tumore del polmone si sa molto più che in passato, le conoscenze sono cresciute sebbene rimanga una forma di cancro molto grave e complessa». «L’introduzione di terapie a bersaglio molecolare e dell’immunoterapia ha modificato in maniera radicale le aspettative di vita delle persone affette da tumore polmonare, perlomeno per molte di loro – spiega Silvia Novello, Professore ordinario Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino - Dipartimento di Oncologia, Responsabile Oncologia Polmonare al  San Luigi Gonzaga di Orbassano e Presidente Walce onlus – questi approcci innovativi hanno migliorato in modo significativo anche la qualità di vita dei pazienti. Eseguire i test molecolari è fondamentale per identificare il tipo di tumore e per definire la migliore strategia terapeutica possibile. Per questo motivo l’accesso ai test e la loro tempestiva esecuzione andrebbero garantiti in modo uniforme sul territorio italiano ed europeo».

Negli ultimi anni il trattamento del tumore del polmone ha fatto registrare un importante cambio di paradigma grazie all’avvento dell’immunoterapia, che sta aprendo prospettive fino a oggi insperate per un numero crescente di pazienti.
«La cura del tumore del polmone nel 2019 ha tantissime possibilità che offrono una significativa probabilità di allungare la vita e di migliorarla, ma per ottenere questi risultati le terapie devono essere personalizzate al massimo e mirate a un preciso tipo di tumore polmonare – spiega Marina Chiara Garassino, Responsabile Struttura di Oncologia Toracica, Dipartimento di Oncologia Medica, Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – I pazienti con PD-L1 positivo (>50%) e che non hanno alterazioni molecolari, vengono trattati con immunoterapia, mentre i pazienti PD-L1 con valore inferiore al 50% ricevono un trattamento chemioterapico, nell’attesa che diventino disponibili gli schemi di chemioterapia e immunoterapia». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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