Terza dose agli over 40 dal primo dicembre. Il balzo dei contagi

Terza dose agli over 40 dal primo dicembre. Il balzo dei contagi
di Francesco Malfetano
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Giovedì 11 Novembre 2021, 01:03 - Ultimo aggiornamento: 10:20

«Dal primo di dicembre nel nostro Paese saranno chiamate alla dose aggiuntiva anche le fasce generazionali tra i 40 e i 60 anni». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al Question time alla Camera, ha annunciato l’attesa estensione della campagna vaccinale di richiamo a oltre 18 milioni e mezzo di persone. Per tutti varranno le regole già in essere per il booster di fragili, sanitari e immunizzati con J&J. E cioè il richiamo non è obbligatorio ma consente di estendere la durata del Green pass di altri 12 mesi (evitandone la scadenza), e per riceverlo dovranno essere passati almeno 180 giorni dalla seconda dose e sarà somministrato solo con vaccini ad mRna, quindi Pfizer o Moderna. 

 

I CONTAGI

In attesa del via libera di Ema per il vaccino ai bambini tra i 5 e gli 11 anni in arrivo a dicembre, questa è considerata una mossa strategica funzionale a contenere le ripercussioni della quarta ondata di contagi già iniziata nella Penisola e responsabile della nuova impennata dei casi. Ieri ad esempio sono state quasi 8mila le positività registrate (7.891 su 487.618 tamponi, con un tasso dell’1,6%, contro lo 0,9% registrato martedì), con un +52% rispetto al martedì della scorsa settimana e i tassi di occupazione dei posti letto di terapia intensiva iniziano a spingersi pericolosamente verso il limite in diversi territori. 

In particolare preoccupano le provincie autonome di Trento e Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia. La prima ha i posti letto delle aree mediche occupati al 13% (ma terapie intensive sotto controllo, al 4%) e soprattutto un’incidenza di 282 casi per 100mila abitanti (più vicina all’Est Europa che al resto delle Regioni). Bolzano, territorio con meno vaccinati del Paese (il 67%), ha l’incidenza al livello più alto degli ultimi 7 mesi e i ricoverati raddoppiati negli ultimi 20 giorni. Mentre il Friuli registra un tasso d’occupazione delle terapie intensive oltre la soglia del 10% (è all’11%) e le aree mediche ancora in ascesa, al 10%, con un aumento di ricoverati in una settimana di quasi il 40%. Un impatto locale devastante che il governatore friulano Massimiliano Fedriga, ritenendo colpevoli le manifestazioni anti-Green pass al porto di Trieste, non esita a definire il «più grande cluster della storia della pandemia in Friuli Venezia Giulia». 

 

LE TERZE DOSI

Evidenze che, considerati i 2,4 milioni di cittadini (quasi il 40% della platea) appartenenti alle poche categorie coinvolte che hanno già ricevuto il richiamo, hanno spinto ad accelerare sulle terze dosi. Tant’è che la misura, in realtà quasi preannunciata nel corso della conferenza stampa della scorsa settimana, è stata maturata in mattinata, quando al ministero Speranza ha ricevuto la prima linea della lotta alla pandemia: il commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo, Franco Locatelli e Silvio Brusaferro, rispettivamente il coordinatore del Comitato tecnico scientifico e il presidente dell’Istituto superiore di sanità. Nel vertice, considerati i dati preoccupanti del contagio nelle strutture sanitarie, si è anche deciso di provare a spingere verso l’estensione dell’obbligo di vaccino per gli operatori della sanità e i lavoratori delle Rsa. Così il ministro, replicando il modello già in essere per il ciclo vaccinale primario e validato come legittimo dal Consiglio di Stato, ha posto la questione in cabina di regia, ottenendo di fatto riscontri positivi dai presenti. 

Sempre durante il Question time, Speranza ha anche parlato del Green pass per le persone guarite, che ha una durata di 6 mesi, ovvero la metà di quello dei vaccinati. «Il governo intende avviare un percorso di approfondimento per acclarare se vi siano le condizioni per valutare diversamente il certificato verde rilasciato ai guariti. Le evidenze suggeriscono che il rischi di reinfezione è basso se l’esposizione alla variante si verifica entro 3-6 mesi dalla diagnosi iniziale». Il ministro ne ha poi approfittato per chiarire alcuni punti sulla certificazione verde: «I Green pass scaricati ad oggi sono 122 milioni - ha spiegato - Resta evidente che chi è identificato come caso positivo è sempre soggetto a isolamento ed è escluso a rigore l’uso del Green pass se il titolare è causa di possibile contagio. La revoca segue una doppia opzione: la segnalazione del medico o il tampone positivo i cui dati convergono su piattaforma regionale».

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