Mascherine in caso di assembramento, ma l'obbligo dopo quante persone scatta? Le regole

Mascherine in caso di assembramento, ma l'obbligo dopo quante persone scatta? Le regole
di Laura Mattioli
3 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Giugno 2021, 11:54 - Ultimo aggiornamento: 12:13

Via la mascherina. Da oggi, lunedì 28 giugno, in tutta Italia (tranne la Campania) decade l'obbligo di indossare la protezione anti coronavirus all'aperto. La decisione è stata presa dal comitato tecnico scientifico ed è stata confermata nei giorni scorsi dal ministro della salute, Roberto Speranza. «Dal 28 giugno superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts». Già, le indicazioni precauzionali, ossia mantenere la mascherine non solo nei luoghi al chiuso ma anche in  quei «contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento». Ma cosa si intende per assembramento?  E quali sono i casi in cui andrà necessariamente indossata? Vediamoli nel dettaglio. 

Mascherine all'aperto, quando metterle e quando toglierle. Ricciardi: «Cautela o arriverà una nuova ondata»

QUANDO VA INDOSSATA SEMPRE

Innanzi tutto anche se da oggi l’Italia diventa tutta zona bianca questo non significa che si possa uscire senza portare con sè la mascherina. Tranne i minori di 6 anni e i disabili tutti devono tenerla in tasca per indossarla quando si entra in un luogo chiuso. Quindi: a bordo dei mezzi pubblici, negli ospedali, nelle aziende - in rispetto dei protocolli stabiliti -, nei locali - quando non si è seduti al tavolo a mangiare - e in musei, cinema e teatri. Stesso discorso anche per negozi e dei centri commerciali.

 

QUANDO VA INDOSSATA ALL'APERTO 

Per quanto riguarda invece le attività all'aperto si dovrà indossare come detto quando si creano le condizioni di assembramento. Ma quante persone costituiscono un assembramento?  La parola “assembramento” è diventata di uso comune in seguito all’emergenza Covid, prima di allora era poco utilizzata. Il significato esatto del termine ci viene dato dalla Treccani: “Riunione occasionale di persone all’aperto per dimostrazioni o altro”. Ciò che caratterizza un assembramento è quindi eslusivamente la vicinanza tra più individui, senza che sia determinato un numero preciso o la ragione del raggruppamento. 

Visto che il vocabolario della lingua italiana non ci viene in aiuto, per capire quando ci troviamo davanti a un assembramento dobbiamo fare riferimento alle dichiarazioni delle Autorità sanitarie e del governo. Per assembramento deve intendersi ogni agglomerato con più di due persone dove non è possibile mantenere la distanza sicurezza di almeno un metro. Quindi non si considera assembramento la fila ordinata di persone davanti al supermercato o alle Poste - sempre se viene rispettata la distanza indicata. Invece una manifestazione di protesta costituisce un assembramento, così come il pubblico ad un concerto (a meno che l’ente organizzatore non provveda a distanziare i posti a sedere). Per evitare possibili sanzioni sarà quindi necessario mantenere sempre il distanziamento di un metro tra una persona e l’altra anche all’aria aperta. Unica eccezione se si è seduti ad un tavolo all'aperto. Al tavolo è sempre concesso non indossarla. 

Italia tutta bianca, da mascherine a coprifuoco: cosa cambia?

© RIPRODUZIONE RISERVATA