Covid, raggiunto il picco della terza ondata: lo studio condotto dal Cnr

Covid, raggiunto il picco della terza ondata: «Ma ancora 386 morti». Il parere degli esperti
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Lunedì 22 Marzo 2021, 20:00

L'Italia ha raggiunto il picco della terza ondata del Covid. Ne è convinto il matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo Mauro Picone del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Torna a salire, infatti il numero delle vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore, toccando 386 decessi dopo i 300 registrati nel fine settimana. Ma si iniziano a registrare dei segnali positivi nell'andamento della curva dei contagi. A far sperare non è tanto la solita flessione del lunedì dovuta al calo dei tamponi del weekend (13.846 nuovi positivi su 169.196 test molecolari e antigenici, con un indice di positività risalito all'8,1%), bensì il trend settimanale dei dati, che sembra indicare una frenata della pandemia e una possibile lieve riduzione dei contagi per i prossimi giorni, anche se con forti differenze tra Regioni.

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Le dichiarazioni

«L'analisi della curva - ha dichiarato Sebastiani - del rapporto dei positivi ai tamponi molecolari a livello nazionale, tramite la differenza percentuale settimanale, mostra che la settimana scorsa è stato raggiunto il picco», così Sebastiani. Una situazione analoga, sembra, anche per la curva dell'Rt, calcolata a partire dai dati sull'incidenza dei primi sintomi, mentre si registra una frenata della crescita della curva del numero di pazienti Covid-19 ricoverati in terapia intensiva. «Penso che questi risultati positivi siano dovuti alle misure restrittive delle ultime settimane», osserva Sebastiani.

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I dati

È dello stesso parere anche l'epidemiologa Stefania Salmaso, che commenta le analisi dell'Associazione Italiana di Epidemiologia elaborate e pubblicate con il sistema Made (Monitoraggio e Analisi dei Dati dell'Epidemia): «La piattaforma, aggiornata quotidianamente con i dati della Protezione Civile, ci permette di fare delle proiezioni a 7 e 14 giorni che tengono conto del trend attuale, in assenza di effetti di specifiche contromisure come i cambi di colore delle Regioni o accelerazioni nella campagna vaccinale», ha spiega Salmasoso.

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Nell'ultima settimana, l'indice di replicazione diagnostica RDt (che misura la crescita del numero di nuovi casi, indipendentemente dal quadro clinico) è sceso sotto l'1 a livello nazionale, segno che «la velocità di crescita dell'epidemia è rallentata e la situazione sembra andare verso una stabilizzazione e una leggera decrescita nei prossimi 7 giorni».

La curva regione per regione

Ovviamente a essere premiate sono quelle che per prime hanno adottato le misure più restrittive. Con l'RDt al di sotto l'1, si prospetta un calo dei nuovi positivi in Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Molise, Umbria, province autonome di Bolzano e Trento. Un incremento delle diagnosi si profila invece per la prossima settimana nelle altre 12 Regioni con l'RDt superiore a 1: la situazione potrebbe accelerare soprattutto in Calabria, Sicilia, Liguria e Valle d'Aosta. Queste variazioni di rifletteranno inevitabilmente sull'occupazione delle terapie intensive, al momento molto eterogenea secondo l'analisi di Sebastiani. Bisognerà aspettare ancora per apprezzarne l'impatto sui decessi: sebbene sia diminuita leggermente l'incidenza, anche per effetto delle vaccinazioni degli over-80, il numero delle vittime giornaliere non è ancora destinato a scendere nei prossimi giorni, «per effetto dell'impennata dei contagi delle scorse settimane», conclude l'epidemiologa.

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