Covid, le mascherine torneranno? Aumentano contagi e terapie intensive. Andreoni: «Misure immediate o cresceranno i morti»

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: "Speranza pubblichi subito la circolare per l'inverno"

Covid, «i contagi risalgono del 51%, aumentano ricoveri e terapie intensive». L'ipotesi del ritorno alle mascherine
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 08:33

Dopo un'estate "libera", adesso hanno ripreso a correre i contagi Covid in Italia: +51,9% negli ultimi 7 giorni, con un balzo dei ricoveri ordinari che crescono del 31,8% e un'inversione della curva delle terapie intensive: dopo oltre 2 mesi di calo, segna ora un +21,1%. C'è invece ancora un meno davanti al dato dei decessi, giù dell'8,5%. Sono i dati principali che emergono dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 28 settembre-4 ottobre. Rispetto alla precedente, i nuovi casi in 7 giorni passano da 160.829 a 244.353 (+83.524), mentre le morti da 307 a 281 (di cui 6 riferite a periodi precedenti), con una media di 40 al giorno rispetto a 44. Gli ospedalizzati con sintomi crescono da 3.653 a 4.814 (+1.161) e i pazienti in rianimazione pazienti in rianimazione da 128 a 155 (+27). Gli attualmente positivi salgono del 10,7% (491.811 vs 444.389, +47.422); le persone in isolamento domiciliare del 10,5% (486.842 vs 440.608, +46.234).

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«Per la terza settimana consecutiva si registra un incremento dei nuovi casi che segnano un ulteriore balzo, con una media mobile a 7 giorni di quasi 35mila casi al giorno - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - L'aumento riguarda, anche se in maniera eterogenea, tutte le regioni (dal +18,4% della Sardegna al +132% della Valle D'Aosta) e tutte le province (dal +9% di Cagliari al +132% di Aosta), tranne quella di Crotone (-2,4%)». 

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«L'incidenza - sottolinea Cartabellotta - supera i 500 casi per 100mila abitanti in 35 Province: Biella (857), Vicenza (809), Trento (786), Bolzano (786), Udine (759), Belluno (751), Verbano-Cusio-Ossola (736), Sondrio (704), Padova (696), Treviso (631), Pescara (630), Verona (625), Como (625), Trieste (619), Venezia (618), Novara (615), Perugia (610), Rovigo (594), Cuneo (591), Chieti (582), Torino (576), Forlì-Cesena (571), Terni (558), Fermo (555), Macerata (546), Pordenone (544), Lecco (544), Asti (539), Ascoli Piceno (537), Teramo (527), Ravenna (516), Vercelli (514), Rimini (508), Rieti (501) e L'Aquila (501)». «Sul fronte degli ospedali - evidenzia Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - si registra un'inversione di tendenza nelle terapie intensive, dopo» appunto «oltre 2 mesi di calo, e un netto balzo dei ricoveri in area medica». Per quanto riguarda le rianimazioni, rimarca, «gli ingressi in terapia intensiva, dopo aver toccato la scorsa settimana il minimo dal luglio 2021, sono quasi raddoppiati con una media mobile a 7 giorni di 21 ingressi/die vs 11 ingressi/die». In termini assoluti, analizza il rapporto, i posti letto Covid in area critica, dopo aver raggiunto il minimo di 125 il 25 settembre, sono risaliti a quota a 155 il 4 ottobre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 3.293 il 24 settembre, sono arrivati a quota 4.814 il 4 ottobre. Al 4 ottobre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 7,6% in area medica (dal 3,8% della Sardegna al 23,2% della provincia autonoma di Bolzano) e dell'1,7% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Molise e Valle d'Aosta al 4,6% del Friuli Venezia-Giulia).

 

LA CIRCOLARE - «Inquieta l'assenza di un piano di preparazione» a Covid «per la stagione autunno-inverno. La circolare del ministero della Salute, che pareva di imminente pubblicazione, è stata ingiustificatamente bloccata, dimostrando che in questa fase di transizione istituzionale l'opportunismo politico prevale sulla tutela della salute pubblica», spiega Cartabellotta, che chiede al ministro della Salute, Roberto Speranza, di «pubblicare subito la circolare sulla gestione pandemica». «Nell'attesa che il nuovo Esecutivo sia pienamente operativo - avverte Cartabellotta - si sta concretizzando il rischio già paventato dalla Fondazione Gimbe: l'ennesima corsa all'inseguimento del virus, che compromette la salute e la vita delle persone più fragili e ritarda l'assistenza sanitaria per i pazienti con altre patologie».

ANDREONI - «Il numero dei casi Covid continua a crescere, così come i ricoveri ordinari e le terapie intensive. Ormai sappiamo molto bene come avviene l'innesco di un'ondata e, visti i dati, c'è grande preoccupazione anche alla luce della riduzione delle misure di contenimento. Tutto questo in un quadro in cui la campagna vaccinale non sembra decollare. Se non vogliamo arrivare tardi e vedere risalire di nuovo i decessi, è opportuno il ritorno delle mascherine al chiuso e nei luoghi affollati». Così Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), fa il punto sulla situazione epidemiologica Covid. «Non aspettiamo che l'occupazione dei reparti Covid e delle terapie intensive arrivi al 15-20% - avverte Andreoni - Si deve intervenire ora, perché poi diventerà difficile invertire la tendenza».

BASSETTI - «L'unica cosa che alcuni conoscono per combattere il Covid è quello di mettere restrizioni a scuola. L'equazione è semplice: salgono i tamponi positivi: mascherine obbligatorie in classe. Basta colpire sempre la scuola». Così su Twitter l'infettivologo Matteo Bassetti si scaglia contro l'ipotesi di una circolare del ministero della Salute che prevederebbe di nuovo il ritorno le mascherine, e altre misure restrittive, se la situazione Covid dovesse peggiorare.

LE MOSSE DEL MINISTERO

Intanto sul tavolo dei tecnici del ministero della Salute è pronta in bozza una nuova circolare alle Regioni con le «Indicazioni per la gestione dell’epidemia SARS-CoV-2 nella stagione autunno inverno 2022-2023» che mette in pista la strategia per i prossimi mesi: si va dalla sorveglianza del virus - compresa quella della comparsa di nuove varianti - alla spinta alla vaccinazione per «colmare le lacune nella copertura» valutando la possibilità di «combinare le campagne di vaccinazione» contro Covid e influenza fino al ritorno delle mascherine, dello smart working e della limitazione agli assembramenti e quindi lo stop ai grandi eventi in caso di peggioramento della situazione, cosa che sembra stia puntualmente avvenendo. La bozza della circolare sulle mascherine è chiara: «Il loro uso in spazi pubblici chiusi - si legge - potrà essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sull’assistenza sanitaria e/o sul funzionamento dei servizi essenziali». Ma ieri sera è arrivata però la smentita dello stesso ministero della Salute: nessuna circolare sarà pubblicata. A frenare è stato in particolare lo stesso ministro uscente Roberto Speranza che vuole lasciare la palla, anche sulla gestione del Covid, al prossimo Governo. Ma non è escluso che di fronte alla corsa dei contagi il documento messo a punto insieme all’Istituto superiore di Sanità non torni in pista di nuovo molto presto.

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