AstraZeneca, Lombardia prima blocca poi dà il via libera al mix di richiami

AstraZeneca, la Lombardia sospende la seconda dose con vaccino diverso per under 60
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Sabato 12 Giugno 2021, 14:16 - Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 09:24

AstraZeneca, la Lombardia prima frena, poi dà il via libera ai richiami eterologhi (quindi con un vaccino diverso) per tutti i cittadini under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca. Per chi ha più di 60 anni nulla cambia. Lo spiega la Regione Lombardia in una nota.

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Lombardia, ok ai richiami eterologi agli under 60

Dopo aver ricevuto la circolare del Ministero della Salute e del collegato parere di Aifa, Regione Lombardia ha deciso di provvedere alla somministrazione della seconda dose di vaccino ai cittadini under 60 vaccinati con AstraZeneca in prima dose, alla vaccinazione eterologa, ossia con vaccino Pfizer o Moderna. È quanto si apprende da fonti interne alla direzione Welfare di Regione Lombardia La riorganizzazione del programma vaccinale avverrà negli stretti tempi necessari sulla base delle dosi di vaccino disponibili.

Si muove anche la Toscana - È in programma lunedì mattina una riunione straordinaria in Regione alla presenza del governatore toscano Eugenio Giani e dell'assessore alla sanità Simone Bezzini dopo la circolare del ministero della Salute relativa al blocco dei richiami con AstraZeneca per le persone con meno di 60 anni, che dovranno così ricevere la seconda dose con Pfizer o Moderna. Un aspetto che impone una riorganizzazione della campagna vaccinale con il rischio di uno slittamento dell'immunità di gregge che, secondo Giani, era da prevedere in Toscana a settembre. In questo momento, ha sottolineato stamani Giani su Telegram, «è temporaneamente sospesa sul portale la funzione di modifica prenotazione della seconda fase».

La riprogrammazione che sta operando Regione Lombardia sarà fatta tenendo conto dei vaccini a disposizione, delle prime dosi in programma agli under 60 (adesso principalmente 40enni e 30enni), dell'intervallo tra prima e seconda dose. Non si tratta di una cosa semplice, considerando che la Lombardia è la prima Regione italiana nel rapporto tra dosi somministrate e dosi consegnate, il 93,3%.

AstraZeneca, ira Bassetti - Tutta la vicenda AstraZeneca alla fine ci dice che «si è decretata la morte dei vaccini a vettore virale, visto che la decisione di limitarli solo per gli over 60 riguarda anche il vaccino J&J. Credo sia stata una decisione di buonsenso ma assolutamente politica. La scienza dice alcune cose, ma la politica sanitaria, il ministero in questo caso, deve mediare tra la scienza e la politica, di fronte a un'opinione pubblica che ha paura e dubbi». Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, convinto che «a questo punto si pone un'ombra pesante su tutti gli altri vaccini a vettore virale, dallo Sputnik al nostro italiano Reithera, sul quale bisogna chiedersi se ha senso continuarne lo sviluppo, visto che quando arriverà sarà vecchio e nessuno lo vorrà fare».

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Sulla decisione di ieri, Bassetti sottolinea però che sul vaccino AstraZeneca «i dati scientifici rimangono gli stessi, non abbiamo cambiato idea su questo: resta un vaccino efficace e gli effetti collaterali di tipo trombotico restano tra i 6 e i 12 casi ogni milione di vaccinati. Ma - osserva - è evidente che c'è stato un corto circuito a livello comunicativo e non si può ignorare che la gente ha paura o è diffidente, dal momento che l'obiettivo della campagna è vaccinare più persone possibili».

Pregliasco: «Scelta su AstraZeneca per prudenza, non per paura»

«Minimizzare minimi rischi, si interpreti così la decisione del governo sull'esclusione della somministrazione del vaccino AstraZeneca alle persone sotto i 60 anni». Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale di Milano e presidente Anpascon, lo dice all'Adnkronos Salute. «Spero che questa decisione venga interpretata nel modo giusto, ovvero come un'indicazione per permettere di minimizzare minimi rischi e garantire la massima sicurezza. Non è una scelta di incertezza e paura ma di prudenza. Vediamo che la vaccinazione sta funzionando e serve. Ed è fondamentale arrivare in fondo a questa campagna coinvolgendo tutti. Dunque è importante che anche la comunicazione e le decisioni siano viste nella giusta prospettiva».

 

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