Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Un videogioco per i ragazzi con Dsa: con Skies of Manawak si supera la dislessia divertendosi

Un videogioco per i ragazzi con Dsa: con Skies of Manawak si supera la dislessia divertendosi
di Paolo Travisi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Febbraio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:36

Superare le difficoltà giocando.

È una realtà per i bambini con dislessia, un disturbo nella lettura e nell’apprendimento (DSA) che colpisce circa il 10% della popolazione. Chi soffre di dislessia ha difficoltà sia a leggere, sia a svolgere altri compiti basati sul linguaggio, come la scrittura e l’ortografia. Difficoltà che si possono superare con esercizi specifici, seguiti da psicologi esperti di DSA. All’Università di Trento, presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive, si è aperta la strada ad un esperimento innovativo basato su un videogame, Skies of Manawak, sviluppato per stimolare le capacità di apprendimento e lettura.

LA CHIAVE

Tre specialiste, Angela Pasqualotto, autrice dell’articolo scientifico sulle potenzialità del videogame, sotto la supervisione di Paola Venuti e la collaborazione di Antonella De Angeli, hanno realizzato il videogioco, testato in una ricerca su 150 bambini tra gli 8 e i 12 anni, i cui risultati scientifici sono stati pubblicati sulla rivista Nature Human Behaviour. «La riabilitazione dei disturbi dell’apprendimento richiede esercizi ripetitivi, per far raggiungere ai giovani pazienti degli automatismi. Ma il limite di questi strumenti terapeutici è che sono poco appassionanti, spesso i bambini si annoiano e può essere difficile farglieli fare - spiega Paola Venuti, advisor del progetto dell’Ateneo trentino - per curare questi disturbi è necessario allenare le funzioni esecutive, cioè attenzione, pianificazione e memoria di lavoro, che vengono sollecitate dal nostro videogioco». Il gruppo di bambini ha svolto 12 ore di training, per due ore alla settimana nell’arco di tre mesi, attraverso sessioni di gioco con Skies of Manawak, in cui le avventure sono ambientate in un pianeta immaginario, nel quale i bambini giocano con una creatura volante, che li accompagna in diverse missioni per salvare i pianeti. «Il personaggio si trova in un mondo spaziale privo di violenza e deve compiere una serie di azioni per conquistare nuove capacità. Ci sono momenti in cui deve colpire oggetti, deve ricordarsi quelli da non colpire, essere veloce per fuggire dai pericoli, in questo modo allena attenzione, pianificazione, memoria e coordinazione che sono le competenze di base del processo di lettura».

I TEST

 Il campione di bambini è stato diviso in due gruppi: uno ha giocato con Skies of Manawak, il secondo con Scratch, un altro videogame che insegna i principi della programmazione. «Dopo il test solo chi aveva giocato con il nostro videogame era migliorato nella velocità di lettura ed aveva diminuito gli errori perché più attento, ma la cosa sorprendente è che dopo 6 mesi quelle competenze sono rimaste acquisite». Una delle ricercatrici, ora all’Università di Ginevra, in Svizzera, sta lavorando per tradurlo in tedesco, francese, inglese, mentre in Italia il gruppo di ricerca «sta valutando se commercializzare il videogame o renderlo gratuito in rete. Nel frattempo lo usiamo come strumento di riabilitazione nella nostra università a Trento».

© RIPRODUZIONE RISERVATA