Dolore, più penalizzate sono le donne: questione di ormoni

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di Carla Massi
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Giovedì 11 Novembre 2021, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 16:17

E' lei quella che soffre di più. In tutto il mondo la paziente donna, in quanto a dolore cronico, batte il paziente uomo.

Nel nostro Paese il 56% della popolazione che convive con questa condizione, è rappresentato da femmine. Parliamo di sindromi dolorose, oltre quella oncologica, molto comuni: lombalgie, cefalee ed emicranie, artrosi, sindrome del colon irritabile, osteoporosi. Un lungo elenco al quale aggiungere fibromialgia, dolore pelvico cronico, dolore da ciclo e l’endometriosi sintomatica. Molte malattie reumatiche, in particolare quelle su base autoimmune (connettiviti, LES, sclerodermia, artrite reumatoide) e l’osteoporosi, sono molto più frequenti nel sesso femminile. Il rapporto donna-uomo può arrivare fino a 9 a 1, come nel caso della sclerodermia e del lupus eritematoso sistemico. «Gli studi epidemiologici – ricorda in un documento la Fondazione Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere – documentano che molte delle sindromi dolorose croniche tendono ad avere incidenza maggiore nella popolazione femminile. L’assetto ormonale può condizionare in maniera significativa. Gli estrogeni rendono più sensibile e reattivo il sistema nervoso agli stimoli in generale e anche a quelli dolorosi».

La differenza tra i sessi è maggiormente significativa tra la popolazione giovane (17-44 anni), anche dopo aver escluso le condizioni specifiche del sesso. Le donne accusano sindromi dolorose più gravi, più frequenti e di maggior durata rispetto alla popolazione maschile. «Nell’immaginario comune, e spesso anche in ambito scientifico – commenta William Raffaeli, presidente della Fondazione Isal-Istituto di ricerca sul dolore (fondazioneisal.it) – le donne sono viste come soggetti ipersensibili, con una bassa soglia di sopportazione. Nei loro confronti permane una sorta di pregiudizio, il dolore nelle donne è interpretato con sufficienza. La differenza tra uomo e donna nell’ambito del dolore è poco studiata. È appurato che la donna ha una predisposizione alla percezione del dolore più elevata rispetto all’uomo».

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