Mal di testa, ne soffre mezza popolazione mondiale: nuove terapie dagli anticorpi monoclonali

Mal di testa, ne soffre mezza popolazione mondiale: nuove terapie dagli anticorpi monoclonali
di Maria Rita Montebelli
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Giovedì 12 Maggio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:35

Il mondo vive con un brutto cerchio alla testa.

È questa l’immagine che scaturisce dall’ultimo rapporto sulla prevalenza globale delle cefalee, realizzato dalla Norwegian University of Science and Technology. Dall’esame dei lavori pubblicati tra il 1961 e la fine del 2020 risulta infatti che ben il 52% della popolazione mondiale presenti almeno un mal di testa l’anno (il 14% un’emicrania, il 26% una cefalea di tipo tensivo, il 4,6% una cefalea cronica per oltre 15 giorni al mese). Le donne si confermano più soggette degli uomini al mal di testa, in particolare per quanto riguarda le emicranie (17% contro 8,6%) e le forme croniche. «La prevalenza delle cefalee – commenta Lars Jacob Stovner, autore dello studio – è elevata in tutto il mondo e il peso dei diversi tipi di cefalea può avere un impatto devastante. Inoltre, rispetto al nostro precedente rapporto del 2007 e alle stime globali, i dati suggeriscono che i tassi di mal di testa ed emicrania potrebbero essere in aumento».

IL DOLORE

Una patologia che non risparmia i più giovani, visto che oltre il 40% dei ragazzi ne è interessato e che 10 bambini su 100 soffrono di emicrania. «Nel nostro Paese – ricorda il professor Alfredo Berardelli presidente della Società Italiana di Neurologia alla vigilia della Settimana Nazionale del Mal di Testa, che si tiene dal 9 al 15 maggio – sei milioni di persone, pari al 12% della popolazione, soffrono di emicrania, una forma di cefalea caratterizzata da un dolore pulsante di intensità moderato-severa, spesso localizzata ad una metà della testa e del volto». L’Oms la indica come la maggior causa di disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, cioè nel pieno della vita produttiva. Per sensibilizzare all’argomento, la Società italiana di Neurologia e la Società italiana per lo studio delle Cefalee hanno organizzato in occasione della Settimana nazionale del Mal di Testa, la campagna di sensibilizzazione “Mettiamoci la faccia” che viaggerà sui social. Chi soffre di cefalea è invitato a registrare un breve video (da inviare a social@neuro.it) con una domanda su questa patologia alla quale darà risposta un esperto.

LA RICERCA

«Grazie alla scoperta del meccanismo alla base del dolore emicranico – commenta il professor Paolo Calabresi, presidente della Società italiana per lo studio delle Cefalee – sono entrate nella pratica clinica le nuove terapie a base di anticorpi monoclonali che rappresentano un importante cambio di passo nella prevenzione dell’emicrania. Perché riducono il numero degli attacchi nella forma episodica e sono efficaci anche nelle forme più gravi come l’emicrania cronica e quella resistente ad altri farmaci. A fronte di tutti questi benefici si conta un numero molto scarso di effetti collaterali». Ed è proprio di questi giorni la notizia che la Commissione Europea ha approvato l’immissione in commercio di rimegepant, un antagonista del CGRP (recettore del gene della calcitonina), per il trattamento acuto dell’emicrania (con o senza aura) e per quello dell’emicrania episodica negli adulti con almeno quattro attacchi al mese. Il farmaco, sotto forma di compresse che si sciolgono in bocca, è il primo approvato in Europa per la terapia degli attacchi di emicrania e per la sua profilassi. «L’approvazione – commenta Peter Goadsby, professore di Neurologia al King’s College di Londra – segna un enorme passo avanti per i pazienti europei che convivono con l’emicrania. Una patologia spesso sottovalutata e non trattata in modo adeguato, con conseguente sostanziale disabilità e cure non ottimali per i pazienti. Il farmaco migliorerà la qualità della vita delle persone che vivono con il peso di questa patologia neurologica così diffusa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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