Mal di schiena, il chiropratico che ha contribuito al trionfo di Jacobs

Getty Images
di Stefano Ardito
4 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Aprile 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 09:07

In Italia non è ancora famosa, ma ha già consentito agli azzurri di vincere due medaglie d’oro alle Olimpiadi.

Nove mesi fa, nei Giochi di Tokyo, lo sprinter Marcell Jacobs ha trionfato nei 100 metri piani e, con i suoi compagni, nella staffetta 4x100. Dietro a queste vittorie c’erano la classe dell’atleta e la bravura del suo coach Paolo Camossi. Ma anche il lavoro di un chiropratico, Renaud Dejean, un medico (perché il chiropratico deve essere medico) parigino che vive da vent’anni in Italia. «Tutti hanno una colonna vertebrale, e quindi tutti hanno bisogno di un chiropratico, dagli atleti di punta a chi fa una vita sedentaria» spiega il dottor Dejean.

LA RICERCA

«Collaboro da anni con il Coni, nel 2020 mi è stato chiesto di dare una mano a Jacobs, che soffriva di forti mal di schiena. La chiropratica libera le capacità naturali del sistema nervoso, permette al corpo di esprimersi al meglio». La chiropratica, dal greco keir, che significa “mano”, e praxis, “azione”, si occupa della prevenzione e del trattamento delle disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico, che possono avere effetti sul sistema nervoso e la salute. L’intervento tipico è la manipolazione delle sublussazioni, i segmenti spostati o bloccati che limitano il movimento della colonna vertebrale. Manovre dall’ampiezza minima, ma che si effettuano ad alta velocità. Chi si affida a un chiropratico può curarsi senza ricorrere a interventi chirurgici, e senza un uso invasivo di farmaci. Secondo una recente ricerca della Yale School of Medicine, pubblicata dal sito medscape.com, chi fa questa scelta ha il 49% di probabilità in meno di dover ricorrere ad antidolorifici. A fissare le regole della chiropratica, nel 1895, è stato il medico americano Daniel David Palmer. Per ottimizzare il benessere di un paziente, secondo lui e i suoi eredi, si devono equilibrare i tre lati del “triangolo della salute”: biomeccanica, biochimica, e assetto mentale. In Italia la prima esperienza è quella del Milan Lab, il laboratorio scientifico dell’omonima squadra di calcio, diretto dal chiropratico belga Jean Pierre Meersseman. Più recentemente Usain Bolt e Michael Jordan hanno scelto di farsi assistere anche da un chiropratico.

DIVERSIFICAZIONE

«I nostri pazienti sono molto diversi tra loro. Spesso interveniamo dopo traumi alle spalle, alle caviglie o alle ginocchia, per restituire al paziente una normale funzionalità» spiega John Williams, medico di Philadelphia trapiantato da anni ad Ancona e presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici, che raccoglie 430 professionisti. «Con gli atleti, il nostro lavoro - aggiunge Dejean - punta alla cura ma anche al rafforzamento. Nei periodi di carico, di massimo allenamento, può servire intervenire tutti i giorni. Quando l’allenamento è meno intenso, o per soggetti diversi dagli sportivi, si può scendere a una seduta a settimana. A rendere speciale il nostro intervento, rispetto a quello di un fisioterapista o di un osteopata è l’estrema precisione».

LE TECNICHE

L'ospeopatia per l'Oms è complementare

È una medicina manuale (prima scuola in Usa nel 1892), un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali (anatomia, fisiologia, biomeccanica, neurologia) non prevede farmaci né chirurgia: con tecniche manipolatorie mira al trattamento di disturbi dell’apparato neuro-muscolo scheletrico. La formazione dura 6 anni. Non è obbligatoria la laurea in Medicina. L’Oms la inserisce tra le medicine tradizionali e complementari.

La fisioterapia, sospegno di neurologia e ortopedia

È l’insieme di azioni e tecniche con cui si va a riabilitare, cioè a recuperare le capacità perse a seguito di un trauma otopedico o neurologico. Lo scopo della fisioterapia è quello di guidare la guarigione dal trauma, restituire ai tessuti la possibilità di lavorare correttamente (riabilitare), prevenire problemi in altre parti del corpo. Le terapie che il fisioterapista può eseguire possono consistere in manuali, strumentali o esercizi in sala riabilitativa. Il corso di laurea ha la durata di 3 anni.

La posturologia, il corpo torna a posizioni corrette

È lo studio della postura, ovvero della posizione in cui una persona mantiene il proprio corpo. La postura scorretta può essere definita come una relazione di squilibrio tra le diverse parti del corpo, che devono pertanto essere riallineate. La posturologia si occupa dei rapporti tra la postura del corpo e determinate patologie dolorose. Si diventa posturologo frequentando un Master, al quale si accede con la laurea in Medicina, Odontoiatria e tutte le lauree brevi sanitarie.

La kinesiologia per combattere dolori e ansia

È lo studio scientifico del movimento umano. “Kinesi”, in greco, significa, appunto, movimento. Il principio fondamentale è l’adattamento indotto dall’esercizio. Sono previsti allenamenti per la resistenza, che migliora la fitness cardio-vascolare e respiratoria, per la forza, la flessibilità e l’equilibrio. La terapia del movimento riduce i sintomi, dal rischio di malattie metaboliche all’ansia. Il kinesiologo deve avere una laurea sanitaria triennale (Fisioterapia o Scienze motorie).

© RIPRODUZIONE RISERVATA