Tempo di influenza, circolano quattro agenti virali: si prevedono 4-6 milioni di malati

Tempo di influenza, circolano quattro agenti virali: si prevedono 4-6 milioni di malati
di Maria Rita Montebelli
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Giovedì 11 Novembre 2021, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 16:18

L'autunno si è ormai insediato stabilmente come ci ricordano i manti di foglie secche, che rivestono di un tappeto giallo-ocra strade e marciapiedi, le piogge insistenti e i primi casi di influenza.

Gli infettivologi prevedono che, in Italia, saranno colpiti in 4-6 milioni. Più 8-10 causati da altri virus respiratori. Gli agenti virali che circoleranno sono quattro, due di tipo A (H1N1 e H3N2) e due di tipo B (B/Victoria e B/Yamagata). E l’osservato speciale resta naturalmente il Sars CoV-2. La grande ondata dell’influenza è attesa tra fine novembre e inizio dicembre, ma i primi casi (da virus di tipo A/H3N2) sono stati già isolati nel nord Italia e nel Lazio. Vista la situazione anziani e pazienti fragili dovrebbero affrettarsi a fare il vaccino, l’unica vera arma di difesa. Il Ministero della Salute ha dato il via libera alla doppia vaccinazione in contemporanea, quella contro il Covid-19 e quella contro l’influenza.

LE GOCCIOLINE

«Lo scorso anno - ricorda il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano - si è assistito ad un crollo dei casi di influenza (sono stati circa 1/3 di quelli dell’anno precedente), a causa dei lockdown, della mascherina e del distanziamento. Misure che, naturalmente, proteggono anche da tutti gli altri virus respiratori. Ma, adesso, con la ripresa di tutte le attività al chiuso, i ragazzi in classe, le persone in ufficio, gli spostamenti sui mezzi pubblici e i viaggi, anche i classici virus di stagione, come l’influenzale, potrebbero rialzare la testa». Il virus dell’influenza si trasmette attraverso le goccioline emesse tossendo, starnutendo e parlando. La prevenzione dell’influenza passa anche dal “galateo” dell’igiene che il Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie riassume in quattro raccomandazioni: lavare spesso le mani o disinfettarle con gel alcolici; coprire naso e bocca quando si starnutisce, preferibilmente nella piega del gomito o in un fazzoletto usa e getta da eliminare subito; restare a casa in presenza di una malattia respiratoria febbrile; indossare la mascherina in presenza di sintomi influenzali, quando ci si trovi a contatto con altre persone al chiuso.

Le persone con l’influenza, generalmente, presentano almeno un sintomo respiratorio (congestione e aumento delle secrezioni nasali, starnuti, mal di gola, tosse) e un brusco aumento della temperatura, oltre i 38°. Possono, inoltre, essere presenti dei sintomi sistemici come brividi, stanchezza, cefalea, dolori muscolari e alle ossa. Nei bambini sono comuni anche vomito e diarrea. Questi sintomi possono essere tutti presenti anche in caso di Covid, che in più può dare anche alterazioni del gusto e perdita dell’olfatto. Nei bambini il virus ha generalmente forme molto attenuate. Da tenere presente che con l’arrivo della variante “Delta Plus” la pandemia potrebbe avere, complice il freddo, un ritorno di fiamma.

RESTARE A CASA

«In presenza di una malattia da raffreddamento febbrile, come ci ha ben insegnato il Covid - spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale - è consigliabile non muoversi da casa e limitare i contatti anche con i familiari. È bene avvertire il medico che, in caso di dubbio, consiglierà di effettuare il tampone. Tanto più che la variante Delta, quella al momento prevalente in Italia, ha assunto delle caratteristiche “simil-influenzali”, che la rendono difficilmente distinguibile dall’influenza».

Ma cosa fare se nonostante tutte le misure di prevenzione si contrae l’influenza? «La terapia - aggiunge Pregliasco - è mirata ad alleviare i sintomi, con farmaci anti-febbrili da automedicazione che allevino i dolori articolari e muscolari e che risolvano o riducano la congestione nasale. È consigliabile un’adeguata idratazione e umidificazione degli ambienti. No a fumo e alcol. Nei bambini è bene evitare l’aspirina, mentre febbre e dolori potranno essere controllati dal paracetamolo. L’uso degli antibiotici nell’influenza è del tutto inutile se non addirittura dannoso». A meno che naturalmente non sia il medico a prescriverli come in caso di complicanze batteriche (bronchite o polmonite). Sono disponibili anche dei farmaci antivirali, efficaci sia sui virus influenzali A che B (zanamivir e oseltamivir) che per essere efficaci andrebbero assunti entro le prime 48 ore dall’inizio della malattia. Da riservare ai soggetti più a rischio. Ma la migliore arma di difesa resta il vaccino, anti-influenzale e anche anti-pneumococcico. Il terrore del Covid, ingenerato dalla pandemia ancora in corso, non deve far dimenticare che anche l’influenza, soprattutto nei soggetti anziani e fragili può dare problemi assai impegnativi. Si stima che nel nostro Paese ogni anno 8-10 mila persone muoiano di complicanze legati all’influenza, dalle polmoniti, all’infarto.

Nelle prime due settimane dopo l’influenza il rischio di infarto aumenta di 3-5 volte e quello di ictus di 2-3 volte negli over 65. Tra le complicanze meno gravi, ma frequenti, vanno annoverate anche sinusiti e otiti. Le categorie più a rischio sono gli anziani, i malati cronici (chi è affetto da asma, BPCO, diabete, patologie cardiovascolari). Devono fare particolare attenzione anche le donne in gravidanza, che possono vaccinarsi in qualunque trimestre e durante l’allattamento. Proteggersi contro l’influenza ha anche dei risvolti sociali, perché evita il tragico intasamento dei pronto soccorso che si verifica ogni anno al picco della stagione. Dallo scorso anno il vaccino antinfluenzale viene offerto gratuitamente anche alla fascia d’età tra i 60 e i 64 anni (in precedenza solo agli over 65) e ai fragili. È inoltre raccomandato per tutti i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni. Chiunque può sottoporsi a questa vaccinazione, con l’obiettivo di non ammalarsi e di facilitare la diagnosi differenziale tra Covid e influenza. Il vaccino oltre che dal medico di famiglia, da quest’anno potrà essere fatto anche nelle farmacie.

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