La lezione del Covid, l'Europa pronta a fare Spazio (digital) ai dati sanitari

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di Gabriele Rosana
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Giovedì 12 Maggio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:42

Informazioni sanitarie a portata di smartphone e di condivisione con un clic con i professionisti della salute.

Dopo aver dichiarato chiusa l’emergenza pandemia, l’Unione europea può dedicarsi a costruire, tassello dopo tassello, il futuro di una sanità digitale conveniente per tutti. La prima colonna portante dell’unione della salute attorno a cui si struttura la strategia di Bruxelles è lo Spazio europeo dei dati sanitari, che la Commissione vuole vedere in funzione entro il 2025. Due anni di Covid-19, del resto, hanno dimostrato la crescente importanza dei servizi digitali per la salute, spiegano a Bruxelles, con i «dati che rappresentano la linfa dei nostri sistemi sanitari». Rimangono tuttavia molti ostacoli da superare. L’acronimo è Ehds, dall’inglese European Health Data Space: l’obiettivo è facilitare la condivisione delle informazioni sulla propria salute tanto nel proprio Paese quanto negli altri Stati membri dell’Ue, così da promuovere un mercato unico dei servizi e dei prodotti sanitari digitali. Appena presentato dall’esecutivo Ue, le caratteristiche e il funzionamento concreto saranno adesso oggetto di negoziato fra Parlamento europeo e Consiglio, dove siedono i rappresentanti dei governi. Per finanziare la costruzione dello Spazio europeo dei dati sanitari, la Commissione ha stanziato 810 milioni di euro, ulteriori rispetto ai 12 miliardi già messi a disposizione degli Stati a sostegno degli investimenti nella sanità digitale previsti nei vari Recovery Plan. L’intenzione è anche quella di far dialogare l’Ehds con il quadro normativo sull’intelligenza artificiale e il cloud computing. Il tutto, s’intende, nel rispetto della privacy cara all’Europa, che ne ha fatto una pietra angolare della sua azione di regolamentazione apripista nel mondo. I dati in formato elettronico verranno nella maggior parte dei casi resi anonimi e rimarranno nel pieno controllo degli utenti, che potranno accedervi gratuitamente e facilmente in modo da aggiungere informazioni, correggere errori, limitare l’accesso e sapere quali operatori sanitari li hanno consultati. Ma porteranno importanti benefici anche alla scienza e alla ricerca, visto che l’Ehds agirebbe come piattaforma per fornire input chiave all’industria medica e farmaceutica per elaborare nuove terapie, dispositivi medici e farmaci, ma pure per migliorare le modalità di accesso alle cure sanitarie e il funzionamento della sanità pubblica. Per poter entrare nella disponibilità dei dati, tuttavia, i ricercatori, le imprese e le istituzioni dovranno chiedere l’autorizzazione preventiva all’autorità nazionale responsabile (lì dove manca dovrà essere istituita in virtù del nuovo regolamento Ue).

L’accesso sarà concesso solo se i dati richiesti sono destinati a finalità specifiche, in ambienti sicuri e senza rivelare l’identità degli individui. Secondo il piano d’azione Ue, poi, la nuova iniziativa servirà pure ad alleggerire i costi per i pazienti e per i sistemi sanitari dei Ventisette: si stima infatti che «dei 14 miliardi di euro spesi ogni anno per le immagini mediche, circa il 10% serva a eseguire procedure inutili, spesso fatte già altrove», ha spiegato la commissaria alla Salute Stella Kyriakides presentando l’Ehds, «un passo davvero storico verso la sanità digitale in Europa». L’esperienza maturata con la creazione del certificato digitale Covid-19 ha fatto scuola e ispirato il lavoro alla base del nuovo Spazio europeo dei dati sanitari. Proprio come con il pass verde, la cui infrastruttura fu messa a punto in maniera congiunta dai tecnici Ue e a disposizione delle Capitali, anche adesso toccherà tuttavia agli Stati darsi da fare affinché le anamnesi, le ricette elettroniche, i referti di diagnostica per immagini e i materiali di supporto, i referti di laboratorio e le note di dimissione vengano rilasciati e accettati in un formato comune europeo, interoperabile e sicuro. I produttori di sistemi elettronici per i registri sanitari dovranno certificare il rispetto di questi due standard. Stando ai calcoli di Bruxelles, nel complesso l’Ehds dovrebbe permettere di risparmiare circa 11 miliardi di euro nei prossimi 10 anni: un buon viatico per accompagnare i propositi di riforma dei Trattati europei espressi in questi giorni dal Parlamento Ue, che tra le altre cose vuole far tesoro della lezione della pandemia e ampliare le competenze Ue sulla salute. 

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