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Covid, in arrivo 200 anticorpi moclonali, nuovi antivirali e antinfiammatori. Guido Rasi: «Quarta dose, il vero richiamo»

Covid, in arrivo 200 anticorpi moclonali, nuovi antivirali e antinfiammatori. Guido Rasi: «Quarta dose, il vero richiamo»
di VALENTINA ARCOVIO
4 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Marzo 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:55

La pandemia è in continua evoluzione.

Perché a evolversi è il virus che l’ha causata, Sars-CoV-2, così come la nostra immunità e le armi che possiamo utilizzare per proteggerci. È una sorta di gara, in cui la scienza cerca di inseguire il virus. Una gara che presto potrebbe vederci per la prima volta in vantaggio, grazie all’arrivo di nuove e più efficaci armi con cui contrastare il virus e potenzialmente tutte le sue varianti: vaccini, farmaci antivirali e antinfiammatori; ma anche nuovi test di screening e diagnostici. Mentre si sta valutando l’opportunità di raccomandare una quarta dose di vaccino per rafforzare l’immunità, nei laboratori di tutto il mondo si stanno studiando, sviluppando e testando nuove soluzioni. Più precisamente vaccini “aggiornati” o addirittura in grado di contrastare con una sola iniezione tutti i coronavirus. «La quarta dose potrebbe essere il primo vero richiamo che facciamo, considerato che un ciclo completo è solitamente composto da tre dosi», spiega Guido Rasi, consulente scientifico del commissario Figliuolo e direttore scientifico di Consulcesi. «Sappiamo inoltre che molte aziende stanno lavorando allo sviluppo di vaccini “aggiornati” sulle nuove varianti, che potrebbero essere utilizzati anche come richiamo», aggiunge. Inoltre, dopo il vaccino di Novavax, potrebbe essere in dirittura d’arrivo quello sviluppato da Sanofi e GSK, basato sempre su tecnologia tradizionale. Si è dimostrato efficace al 100% nel prevenire forme gravi di Covid-19 e nel potenziare gli anticorpi se utilizzato come richiamo, indipendentemente dal tipo di vaccino fatto prima.

LO SCENARIO

Nel frattempo si sta lavorando allo sviluppo di un vaccino universale, dopo che uno studio americano ha individuato un punto alla base della proteina Spike, la chiave che il virus utilizza per entrare nelle cellule, comune a diversi tipi di coronavirus. «Questo potrebbe consentire lo sviluppo di un polivaccino che potremmo utilizzare, non solo contro il virus Sars-CoV-2 e tutte le sue varianti, ma anche contro altri tipi di coronavirus», sottolinea Giuseppe Novelli, genetista dell’Università Tor Vergata di Roma. Presto, inoltre, potremmo avere vaccini somministrabili in aerosol. Non più quindi iniezioni, ma vaccini “inalabili” in grado di bloccare il virus nella mucosa delle vie aeree superiori. Con la stessa logica del polivaccino si stanno studiando nuovi farmaci monoclonali potenzialmente “universali”, cioè efficaci contro molti tipi di virus. «Esperimenti su nuovi monoclonali efficaci contro omicron sono già stati fatti e conclusi con successo», riferisce Novelli. «Ma l’obiettivo è quello di puntare a bersagli comuni a diversi tipi di virus respiratori, rendendo i nuovi anticorpi monoclonali efficaci contro svariate infezioni, come ad esempio l’infezione da metapneumovirus umano che colpisce i bambini», aggiunge. Di recente la rivista Nature ha pubblicato un servizio secondo il quale entro i primi sei mesi di quest’anno sarà in arrivo un «diluvio di nuovi farmaci». Oltre 200 anticorpi monoclonali sono ora in fase di sviluppo, alcuni dei quali sono stati progettati per essere somministrati in casa e non in ospedale. In procinto di arrivare anche molti antivirali che hanno l’obiettivo di fermare la replicazione del virus. Oltre al molnupiravir, il farmaco della Merck già autorizzato, ci sono circa 40 candidati che prendono di mira la stessa proteina. Invece, come il Paxlovid, l’antivirale della Pfizer, ci sono ben 180 molecole che hanno come obiettivo la cosiddetta “proteasi principale di Sars-CoV-2”. Presto ci saranno anche nuovi antinfiammatori, tutti pensati per aiutare le persone che sviluppano forme moderate e gravi di Covid-19. Si stanno studiando alcuni antidiabetici, chiamati inibitori SGLT2, che si ritiene abbiano proprietà antinfiammatorie. In corso di valutazione c’è anche una combinazione di invermectina, un antiparassitario, e un antimalarico. «Infine, sono molto promettenti anche i peptidi, una via di mezzo tra vaccini e farmaci, che contrastano l’infezione stimolando la produzione di anticorpi», aggiunge Novelli. «Si sta lavorando molto allo sviluppo di test sempre più affidabili e precisi», sottolinea Rasi. «Abbiamo già dei test in grado di rilevare il virus Sars-CoV-2 in modo molto accurato, come ad esempio i tamponi molecolari. Quello che ora ci serve sono dei test rapidi più sensibili e accurati – continua – in grado di individuare anche nuove varianti del virus». La ricerca su questo settore è molto vivace. «Si stanno facendo passi da gigante», conferma Novelli. «Presto avremo test rapidi, semplici da fare ed economici che faciliteranno ancora di più l’individuazione di nuovi casi Covid-19», conclude.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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