Rimodellare il naso, con la rinoplastica sale l'autostima

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di Barbara di Chiara
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Giovedì 11 Marzo 2021, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 14:51

E' difficile scalzarla dai primissimi posti nella classifica dei ritocchi estetici più richiesti in Italia: la rinoplastica è ancora oggi, insieme all’aumento del seno, l’intervento di chirurgia estetica più desiderato. Ma di lui, del naso rimodellato, si parla assai poco. «Eppure, ha un ruolo molto importante. Definisce il volto, costituisce il centro del viso e fa parte integrante del profilo, marcandolo con più o meno delicatezza – spiega Giulio Basoccu, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e docente all’Università di Tor Vergata di Roma – La sua forma crea armonia o disarmonia. Grazie alla rinoplastica è possibile eliminare eventuali difetti, senza stravolgere la fisionomia». Tecnicamente, per rinoplastica si intende la procedura chirurgica che ha come obiettivo quello di riportare proporzione nella forma del naso e nelle sue dimensioni. Viene effettuata per correggere difetti estetici. «Parallelamente – aggiunge Basoccu – si ricorre a questo intervento anche quando ci troviamo davanti a problematiche legate alla funzionalità. Pensiamo ad un trauma o ad anomalie congenite. In questi casi si parla di rinosettoplastica funzionale».

COME PROCEDERE

Chi si guarda allo specchio e decide di voler modificare il naso deve ricordare una regola base: il sì all’operazione va detto insieme al chirurgo. «La prima visita serve a noi medici per capire se nel paziente vi siano le necessarie motivazioni fisiche e/o psicologiche per giustificare l’intervento. Molti giovani, oggi, arrivano chiedendo un naso a prova di foto sui social media. Vedono gli influencer con visi ritoccati dai filtri e credono che quei nasi sottili e perfetti siano veri. In questi casi le richieste sono paradossali, perché riguardano un obiettivo che nella realtà non esiste. Il più delle volte, eliminando con equilibrio un difetto del naso che non si è mai accettato, migliora realmente l’autostima. E inizia una nuova vita», spiega Basoccu. L’intervento di rinoplastica può essere eseguito in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale, a seconda delle difficoltà tecniche che ci si presentano. «Negli ultimi tempi – fa sapere ancora il chirurgo – anche la rinoplastica si può eseguire con tecniche meno invasive, la cosiddetta preservation rhinoplasty. Nel 10-15% dei casi è possibile anche scegliere strade ancora più soft, come i rinofiller. Possono risultare utili per riempire specifiche aree del naso e creare un effetto di riempimento laddove necessario a riequilibrare un profilo. Ma nella restante parte dei casi la rinoplastica rimane un intervento classico in anestesia totale».

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LE REGOLE

Chiusa o aperta, sono due le tecniche previste

La rinoplastica o rinosettoplastica può essere eseguita mediante tecnica chiusa o tecnica aperta. La tecnica chiusa consiste nell’effettuare incisioni all’interno del naso senza provocare cicatrici visibili. La tecnica aperta prevede un’incisione sulla striscia di pelle che separa le narici (columella) che si estende fino all’interno delle narici stesse: si solleva la pelle e si interviene sulla cartilagine dell’osso. Con la tecnica aperta rimane una piccola cicatrice. Indipendentemente dalla tipologia di anestesia scelta (locale con sedazione o anestesia generale) è opportuno il ricovero del paziente almeno 24 ore prima. La durata dell’intervento varia in base alle modifiche da apportare.

Starnuti e occhiali, le attenzioni delle prime settimane

Nei primi 15 giorni che seguono un intervento di rinoplastica è consigliabile seguire una serie di accortezze: dallo starnutire a bocca aperta, al soffiarsi il naso sempre molto delicatamente, una narice alla volta, e non alzarsi bruscamente. Per un mese non indossare occhiali, se non con particolari precauzioni, e non dormire con il viso appoggiato al cuscino. Già dopo 10 giorni si possono eseguire massaggi linfodrenanti. Consentito dopo 7 giorni un trucco di facile asportazione. È utile ricordare che anche il labbro superiore può essere un po’ gonfio dopo l’intervento, quindi bisogna usare con cautela lo spazzolino da denti.

In tre mesi la piena funzionalità della respirazione

Il miglioramento dell’aspetto del naso varia da persona a persona ed è molto influenzato dalla qualità della pelle e dalle dimensioni e condizioni dello scheletro sottostante. Attenzione, nei giorni dopo l’intervento, a non esporsi al sole ma neppure a climi molto freddi. Il decorso potrebbe risentirne. Il risultato è soddisfacente già a breve distanza dall’operazione anche se alterato dall’inevitabile gonfiore post-operatorio, che regredisce progressivamente nei mesi successivi. La ripresa della normale funzionalità respiratoria avviene circa in tre mesi, durante i quali sono consigliati dei trattamenti con spray decongestionanti, lavaggi e in particolari condizioni anche l’aerosol. 

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