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Rischio disidratazione, con il caldo bere di più e aggiungere soluzioni reidratanti

Rischio disidratazione, con il caldo bere di più e aggiungere soluzioni reidratanti
di Maria Rita Montebelli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Luglio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 07:59

É un problema che può presentarsi in qualunque momento dell’anno, ma di certo, la stagione più a rischio-disidratazione è l’estate.

Particolarmente suscettibili sono i bambini e gli over 60, ma nessuno può considerarsi immune dal problema. Perché con le temperature roventi che infuocano le nostre giornate, tutti devono fare esercizio di prudenza. Il nostro organismo è fatto per lo più di acqua che rappresenta ben il 70-75% del peso corporeo nei bambini, il 50-55% negli adulti (in un soggetto di 75 chili, oltre 40 chili sono di acqua) e il 45-55% negli anziani. I due terzi circa dell’acqua si trovano dentro le cellule e il resto a livello extracellulare (nel liquido interstiziale, tra le cellule, nel plasma, nella linfa, ecc). L’acqua e gli elettroliti (i sali minerali) sono dunque componenti essenziali dell’organismo e devono sempre essere nelle giuste proporzioni e ben rappresentati (è quello che gli esperti chiamano “equilibrio idro-elettrolitico” o “idro-salino”). La disidratazione si instaura quando la quantità di acqua che lascia l’organismo è superiore a quella che viene reintegrata.

I SEGNALI

È bene imparare a riconoscere segni e sintomi tipici di questa condizione. A segnalarci il problema è in genere il nostro stesso organismo che, con la sete, ci indica che è arrivato il momento di bere. Nel tentativo di arginare le perdite di liquidi, si contrae inoltre la produzione di urina (che appare più scarsa e più concentrata) e si riduce la sudorazione. Nella maggior parte delle persone, una condizione di lieve disidratazione può manifestarsi con cefalea persistente e sonnolenza. I bimbi piangono senza lacrime e sono molto irritabili, mentre gli anziani possono apparire rallentati e confusi e a maggior rischio di cadute. Col peggiorare della situazione possono comparire crampi muscolari, nausea e vomito, che portano a ulteriore perdita di liquidi. Alzandosi in piedi, una persona disidratata può avvertire un senso di testa vuota e di mancamento, dovuto all’abbassamento della pressione, perché anche l’acqua all’interno dei vasi (il volume totale del sangue è di 4,5-5 litri e la parte “liquida”, il plasma ne rappresenta il 55%) si riduce, i vasi si dilatano per il caldo e i liquidi del corpo si accumulano per gravità nelle gambe. L’organismo allora cerca di assicurare un buon apporto di sangue agli organi, aumentando la frequenza dei battiti del cuore e determinando una vasocostrizione periferica per “dirottare” il sangue dalla pelle e la periferia agli organi vitali (cuore e cervello soprattutto, ma anche polmoni, reni e intestino). Si tratta però di soluzioni provvisorie, che vengono meno se il livello di disidratazione perdura o peggiora. In questo caso il cervello e gli organi cominciano a ricevere meno sangue e possono comparire stato confusionale e sonnolenza (letargia). Se non si interviene, si può arrivare all’insufficienza degli organi vitali, al coma e alla morte. Quasi sempre la causa del problema è da ricercare nel fatto che non si beve abbastanza in rapporto alle perdite, magari perché si è troppo indaffarati o ci si trova in un luogo dove non si ha facile accesso all’acqua o ad altre bibite. La disidratazione può comparire anche in corso di malattie febbrili (più alta è la febbre, più ci si disidrata) o per disturbi gastro-intestinali con diarrea o vomito abbondanti, condizioni queste che possono causare una pericolosa mancanza di acqua e di elettroliti anche nell’arco di poche ore. Un diabete scompensato o l’assunzione di diuretici e di altre medicine per la pressione alta o per il diabete possono esporre in estate ad un maggior rischio di disidratazione. Ma possono essere a rischio disidratazione anche persone in buona salute nelle giornate di forte caldo. Il tutto peggiora se si decide di fare sport o un allenamento strenuo, all’aperto, nelle giornate molto umide oltre che calde, senza preoccuparsi di reintegrare di frequente i liquidi e gli elettroliti persi. Correggere la disidratazione è semplice come bere un bicchiere d’acqua, ripetendo più volte questa operazione e aggiungendo nell’acqua soluzioni reidratanti (sali minerali). L’importante è farlo nelle giuste quantità, senza aspettare troppo. Tra i mezzi “fisici” aiutano l’aria condizionata e le docce fresche, mentre il ventilatore, soprattutto se la temperatura superano i 35 gradi, può peggiorare la situazione. Quando la disidratazione è importante, soprattutto se l’interessato è un anziano o un bambino, può essere necessario trasportarlo con urgenza in ospedale per sottoporlo ad infusione di soluzioni idro-elettrolitiche per via endovenosa (soprattutto in presenza di vomito, diarrea o febbre). 

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